Proteste
Boriassi, Cima e Montepepe: bene i nostri vini
Piacciono agli esperti della Guida Espresso i vermentini prodotti nella nostra provincia. Ecco voti e segnalazioni
MASSA CARRARA. Toscana, terra delle dolci colline. Regione conosciuta per i suoi casali, i suoi borghi ma anche, o soprattutto, per le sue antichissime tradizioni enologiche e le sue strade del vino. Un immaginario collettivo di cui adesso fanno parte a pieno titolo, insieme ai colli senesi e quelli maremmani, anche le colline apuane grazie ai suoi vini sempre più rinomati nel mondo enologico.
A dimostrarlo è la lista delle aziende agricole della provincia inserite nella Guida 2014 dei vini Espresso – appena uscita in edicola – che fotografa la realtà vinicola dello stivale, dando recensioni, dettagli e storia. Sono sette le aziende agricole locali – alcune ormai da diversi anni – che hanno sfondato il muro dell’anonimato entrando a far parte di quello che è un vero e proprio vademecum per gli addetti del settore o gli amanti del vino. E sfondano una porta anche dignitosamente, con votazioni e recensioni da orgoglio.
Ad aggiudicarsi i punteggi più alti per i suoi vini è la cantina precursore della viticultura biologica di Fosdinovo, la “Boriassi”, i cui Vermentini del 2012, il “complesso” Mezzaluna e lo “spensierato” Linàro, si sono presi la più che sufficienza: 16,5 su 20 il primo, 16 il secondo.
Non poteva mancare poi “Cima”, essendo non solo l’azienda storica dell’entroterra massese ma anche il nucleo produttivo più importante della zona. Dell’azienda la guida scrive: “nell’ambito di un percorso stilistico che ha conosciuto diverse tappe di miglioramento, la produzione attuale offre sicure garanzie di affidabilità, anche se il guizzo autorale, che qualche stagione fa non mancava, sembra essere meno frequente”.
Questa volta nella guida sono riportati i suoi vini rossi, tutti del 2011. C’è il Gamo (un syrah) con votazione 16/20, il Montervo (merlot) con 16/20, il Candia dei Colli Apuani Vermentino Nero che ha preso 15,5/20, il Candia dei Colli Apuani Vermentino Chiave di Volta 14.5 /20 e il Romalbo (sangiovese e massaretta) con 14.5/20.
Il suo piccolo salto nella notorietà lo fa anche la micro-cantina fosdinovese “Berbero Chiara” grazie ai suoi vermentini “freschi, stilizzati, sobri e rigorosi”.
Entra nella guida il suo Fravizzola del 2012 con votazione 15,5 su 20. Sempre a Fosdinovo anche il podere “Lavandaro” viene nominato sia per i suoi vermentini sia per i rossi. In lista il Maséro 2012 (vermentino, viognier) con votazione 16, il Colli di Luni Vermentino 2012 con 15,5 e il Colli di Luni Rosso 2012 con 15. C’è poi il Merlarosa 2012 (15/20) e il Vignanera 2011 (15/20).
Acquisisce un’identità vinicola sempre più definita poi l’azienda agricola montignosina “Montepepe”, “questo – si legge nella recensione – grazie ai bianchi la cui fisionomia si va facendo di anno in anno sempre più riconoscibile, fondata su doti di finezza”.
Nominati il Montepepe bianco 2011 (vermentino, viogner) che ha preso 16,5 (una delle votazione più alte fra le aziende locali), il Degeres 2010 (vermentino, viogner) con 15 e il Montepepe rosso 2010 (syrah e massaretta) con 14 ventesimi.
Infine altre due piccole cantine vengono citate: la “Monastero dei Frati Bianchi” di Fivizzano con il suo Cenobio 2010 (pollera, barsaglina) con 16 di votazione, e la “Terenzuola” di Fosdinovo con il Colli di Luni Vermentino Fosso di Corsano 2012 e 15,5 di punteggio.
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