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Bettogli B: 450 euro a tonnellata? Troppi

Bettogli B: 450 euro a tonnellata? Troppi

L’azienda di escavazione di Soldati e Franchi si rivolge al tribunale per contestare il valore medio attribuito dal Comune

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CARRARA. Il valore medio di 450 euro a tonnellata per il materiale più pregiato assegnato dal Comune alla cava Bettogli B?

Esagerato. Lo scrive nero su bianco, in oltre 30 pagine di ricorso al tribunale, l'avvocato Alessio Strenta, che assiste i legali rappresentanti della Bettogli Marmi, Mauro Soldati (la cui famiglia ha anche l'azienda Gemeg) e Alberto Franchi (Franchi Umberto Marmi).

Nel lungo ricorso, che ha l'obiettivo di vedere ridimensionato l'importo di 450 euro (sul quale il Comune calcola il contributo ambientale di 22,5 euro a tonnellata e 8,42 euro di canone di concessione, visto che oltre il 75% della cava è bene estimato), si ricorda che la società Bettogli Marmi, titolare dei diritti di escavazione sulla Bettogli B, aveva già affrontato un arbitrato; l'arbitrato aveva confermato i 450 euro di valore medio, ma adesso, davanti al tribunale, si contesta in toto quanto affermato sia dal collegio arbitrale che dal Comune. C’è da dire che le sentenze del Tar hanno reso un po’ accademica la discussione, nel senso che secondo il Tar bisogna tornare agli accordi del 2008 (e quindi alla tariffa onnicomprensiva di 13,50 euro la tonnellata per i blocchi più pregiati), ma ci sembra utile ripercorrere le motivazioni del ricorso.

Innanzitutto, l’azienda spiega che sono in corso lavorazioni di ripresa dall'alto della cava che porteranno in circa due anni agli abbattimenti dei sotterranei esistenti, abbandonati e pieni di detrito. Attualmente - si aggiunge - la Bettogli Marmi srl immette sul mercato varie qualità merceologiche di marmi, come lo zebrino e lo statuario, molto variabili in termini di valore di mercato.

Fatturato medio. Si allega inoltre il fatturato medio degli ultimi anni: nel 2004, 38mila tonnellate, fatturato circa 4 milioni, 103,88 euro valore medio; negli anni successivi, vediamo il valore medio. 2005: 94,97 euro; 110,84 nel 2006; 110,90 nel 2007; 149,04 nel 2008; 168,78 nel 2009; 178 nel 2010; 202,03 nel 2011. Ancora più alto il valore nedio dei primi mesi del 2012: 218,31. Una variazione di prezzi che deriva dalla localizzazione delle lavorazioni: in basso materiale di minor valore, in alto di maggior valore, si fa notare nel ricorso.

Valore in cava, valore al piano. Nel ricorso si fa poi una distinzione fra valore di mercato in cava (dove si cerca di vendere partite di blocchi affiancando balloni, informi, semi-informi), e al piano, dove si esalta il blocco e dove si esplica la capacità imprenditoriale di chi commercia. E a detta dei ricorrenti, l'interpretazione del regolamento da dare al concetto di valore è di mercato "al monte". La media al settembre 2012, ribadisce l'avvocato Strenta, è di 188,06 euro a tonnellata, e secondo i ricorrenti, è lo stesso Comune che sostiene che occorre far riferimento alla piazza di vendita in cava.

Contestato il metodo adottato dal Comune. L'avvocato Strenta, nel ricorso, censura il metodo utilizzato dal Comune per arrivare al valore medio. Ritiene che si tratti di un "susseguirsi di supposizioni generiche, presunzioni prive di fondamento, false dichiarazioni tendenziose e sottese al sospetto di chi sa quale tipo di attività fraudolenta)”. Ma vediamo qual è stato il metodo stesso.

"Per l'attribuzione del prezzo di vendita in cava - spiega il Comune e riporta l'avvocato - non è stato ritenuto significativo e comunque sufficiente l'esame dei bilanci delle società e delle fattura di vendita. Infatti, oltre alla possibilità di sottostima del reale valore per accordi commerciali di varia natura (non certo infrequenti), è prassi comune, per molte aziende interessate direttamente o indirettamente alle lavorazioni al piano, determinare un prezzo di vendita in cava interno al gruppo aziendale e/o stabilito tra soci e co-concessionari, un prezzo sostanzialmente pari al costo di produzione con un minimo ricarico. Si è invece tenuto conto di indicazioni acquisite da qualificati operatori economici del settore, nonché di elaborazioni effettuate sui prezzi di vendita al metro quadrato di lastre segale a 2 cm di spessore per le diverse qualità presenti sul mercato. Da questi prezzi è infatti possibile risalire (con un semplice sistema empirico) al valore di vendita in cava delle stesse qualità/varietà di materiali in blocchi, semi squadrati e informi. Queste elaborazioni hanno confermato i valori/prezzi stimati dagli uffici".

Durissimo il commento dell'avvocato a questo metodo spiegato dal Comune: "Stupisce una simile logica induttiva nella determinazione di quello che dovrebbe essere un parametro oggettivo come la determinazione di un valore medio". Non si comprende perché per il Comune di Carrara - si aggiunge - non possano essere ritenuti veritieri i bilanci delle società e le loro fatture di vendita nella determinazione del prezzo medio, "dato che le risultanze contabili assumono efficacia probatoria".

Bilanci e fatture, si ricorda, più volte controllate da Finanza e Agenzia delle entrate nelle periodiche verifiche. Tra l'altro, si specifica, non è vietato da nessuna parte che le società di estrazione facciano parte di gruppi aziendali o che non si possa vendere a società del gruppo a prezzi concordati. Si censura il fatto che il Comune abbia ritenuto veritiere semplici indicazioni da non meglio specificati "qualificti operatori economici del settore", o che visi possa risalire da una lastra a 2 centimetri. Si ricorda poi che a cave vicine sia stato attribuito un valore inferiore.

Fatturazione infragruppo. Nel prosieguo del ricorso si ricostruiscono anche le fatturazioni infragruppo: si arriva in un caso a valore medio (da Bettogli Marmi a Ge.Imm., da Ge.Imm a Gemeg) di 333,39 euro a tonnellata; nell'altro di 323,81 (da Bettogli Marmi a Le Rose, da Le Rose a Hemeg); cifre sempre inferiori a 450 euro, pur non essendo parametri validi per il prezzo in cava, spiega ancora l'avvocato Strenta.

In definitiva, la Bettogli Marmi di Mauro Soldati e Alberto Franchi chiede al tribunale che sia annullato il lodo arbitrale, e che si dichiari che il valore medio di mercato della produzione della cava 68 Bettogli Marmi per gli anni 2009, 2010, 2011 è stato di 191,7 euro la tonnellata, o comunque di quanto emergerà dalle scritture contabili. E che in alternativi si nomini un consulente tecnico. (m.b.)

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