Sicurezza
Aperto Eran, il primo frantoio massese
L’impianto sull’Aurelia si rivolge ai tantissimi coltivatori locali. I titolari: abbiamo già prenotazioni
MASSA. Non solo vino. Le colline apuane sono anche terra di ulivi da cui si ricavano oli extravergini di buona qualità. E tanti sono i coltivatori “hobbisti” (bastano poche piante per ottenere una produzione di olio sufficiente per il fabbisogno annuo di una famiglia). Eppure, fino ad oggi, la città non aveva un frantoio. I raccoglitori locali dovevano recarsi fino a Carrara o in Lunigiana per frangere le olive raccolte - nemmeno Montignoso ne possiede uno. Ma appunto, fino ad oggi. O meglio, fino a ieri.
È stato inaugurato ieri pomeriggio, infatti, con un rinfresco a base (ovviamente) di olio e prodotti locali, “Eran”, il primo frantoio massese, sito nell’Aurelia davanti alla ex Eaton. Un’azienda nata, dando uno schiaffo morale alla crisi economica che scoraggia qualsiasi forma di investimento su sé e sul territorio, da una passione: quella, appunto, dell’olio. Quello buono, quello nostrato. Stefano Pitanti, uno dei due soci che pilota l’azienda – l’altro è Luca Pitanti, il cugino – ha infatti un proprio campo di olive da cui ogni anno ricava l’olio che utilizza per tutto l’anno a tavola. Stanco di dover recarsi nei comuni limitrofi per frangere le olive, decide di aprire un proprio frantoio, offrendo così un servizio che la città ancora non aveva. «Qui ci sono tanti raccoglitori di olive – spiega Stefano – perché è proprio una cultura locale. Eppure ancora non è mai stato aperto un frantoio. Anche il progetto di cui si era sentito parlare a Montignoso, quello del frantoio pubblico, ancora non ha visto luce e chissà se e quando lo farà. L’idea quindi nasce da qui, da una mancanza». Il frantoio funzionerà come la maggior parte delle aziende di questo tipo, ossia per conto terzi. In altre parole, i raccoglitori arriveranno con le proprie olive, e useranno solamente i macchinari. Le olive verranno quindi pesate, lavate, macinate, per poi passare nella vasca di gramulazione dove vengono impastate e dove si procede all’estrazione. Da qui il prodotto finito: l’olio extravergine di oliva. I prezzi per la frangitura saranno in linea con quelli degli altri frantoi: sarà quindi intorno ai 20 euro a quintale, con variazione ovviamente della quantità. Pitanti infatti prevede di lavorare sia con piccoli che con grandi numeri. »La nostra clientela – continua – sarà sicuramente ampia: andrà dai piccoli produttori familiari ai grandi produttori. Non avevamo ancora aperto che già avevamo preso diversi appuntamenti. Segno questo che stiamo dando una vera risposta al territorio». Non c’è sicuramente periodo migliore per aprire un frantoio: è ottobre, quasi tempo di raccolta. E il frantoio, adesso, è sotto casa.m.c.
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