Il Tirreno

«Tares, su negozi e bar stangata inevitabile»

«Tares, su negozi e bar stangata inevitabile»

Il Comune replica a Confesercenti, promette più confronto e dice: è lo Stato a imporci queste tariffe

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MASSA. “Vi capiamo, ma la Tares alle attività commerciali non la possiamo abbassare”. È il senso della risposta che l’amministrazione dà a Confesercenti. L’associazione del commercio aveva raccolto nei giorni scorsi la protesta di moltissimi esercenti: siamo già alla canna del gas, ora la stangata Tares (aumenti del 34% per bar e pasticcerie, del 113% per ortofrutta, pescherie, pizzerie al taglio, del 75% per i generi alimentari, del 23% per ristoranti, trattorie e simili) ci farà chiudere.

L’amministrazione replica in primis così: «La Tares è un tributo che i Comuni riscuotono ma le cui regole sono dettate unicamente dallo Stato». Il che suona come “non è colpa nostra”. Poi, però, riconosce che occorre misurarsi con i problemi reali e quindi chiarisce altri elementi  per sgombrare il campo, dice «da impossibili aspettative».

In primo luogo, sostiene palazzo civico, la Tares non consente una tariffazione puntuale. Tant’è che si dibatte a livello nazionale su come modificarla. In secondo luogo, nel caso in cui si introducano agevolazioni ad hoc per certe categorie, «il peso va a cadere sugli altri contribuenti perché, rispetto al passato, il costo dei rifiuti non può essere scaricato sulla fiscalità generale». In proposito, la giunta Volpi ricorda che, a confronto con il 2012, lo Stato «ha ridotto gli stanziamenti verso il Comune di 5 milioni di euro e ha chiesto ai massesi, di fatto, di restituirgliene 1,8 tramite il prelievo di 0,30 euro per metro quadro previsto in Tares. Un mondo capovolto».

Il Comune non ha tuttavia «accettato supinamente il ruolo di esattore», ma ha «provato a individuare criteri razionali per gestire correttamente».

«Abbiamo scelto coefficienti agevolati per categorie omogenee evidentemente intercettando il possibile disagio. Abbiamoo previsto riduzioni per la stagionalità, per chi avvia direttamente al recupero e per alcuni settori che producono rifiuti speciali». Il risultato è, sostiene ancora l’amministrazione che in un ipotetica classifica «saremmo dietro a Pisa, ma davanti a Lucca, Viareggio e Livorno». Il Comune rivendica poi di avere «fatto il possibile» per le famiglie»: « Abbiamo mantenuto tutte le agevolazioni previste in Tarsu per lontananza dai cassonetti, superfici ridotte, residenti all’estero, esenzioni totali per chi ha il reddito minimo (pari alla pensione sociale minima), e ne abbiamo aggiunto altre per le famiglie più numerose, in base al reddito e per chi adotta comportamenti virtuosi che siano oggettivamente in grado di ridurre il costo di smaltimento dei rifiuti».

Quanto al mancato confronto con i commercianti di cui si lamenta Confesercenti, ciò è dipeso, si difende l’amministrazione «dalla pressochè totale incertezza normativa sul tributo che si è protratta fino a poche settimane fa; il nostro impegno tuttavia è quello già dal bilancio 2014 di condividere il percorso che porterà alla Tari».

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