Il dolore
Manaslu, missione quasi compiuta
La spedizione rinuncia a toccare la vetta ma scopre una nuova specie vegetale
CARRARA. Di ritorno dalla scalata del monte Manaslu, sull’Hymalaia, la spedizione alpinistica dei Liguri Apuani racconta il viaggio sulla cima del mondo.
Dalla tempesta di neve che ha impedito di raggiungere la vetta alla possibile scoperta di una nuova specie vegetale, ecco com’è andata la missione organizzata dal consorzio “Il Cigno”.
Sono tornati a casa, sani, salvi e soddisfatti gli alpinisti della spedizione dei Liguri-Apuani, partiti alla volta dell’Hymalaya lo scorso 30 agosto: obiettivo dichiarato raggiungere la cima del Manaslu, a 8100 metri sul livello del mare, anche se la mission della spedizione non era solo ed esclusivamente alpinistica.
Sì perchè come ha spiegato Silvano Zacconi, del consorzio “Il Cigno”, l’impresa aveva anche e soprattutto finalità culturali e scientifiche: negli zaini, gli alpinisti portavano alcuni prodotti tipici del territorio apuano, a iniziare dal Lardo di Colonnata, ma anche del materiale didattico, donato dal Rotary Club di Marina di Massa e da Slow Food La Spezia Cinque terre e consegnato ai bambini di una scuola situata a 2500 metri di altezza. Certo il maltempo ha impedito alla spedizione di toccare la vetta del Manaslu, a 8100 metri, ma come ha detto il team-leader Fabrizio Molignoni, «Il buon alpinista è quello che torna a casa».
E quindi, quella notte tra il 2 e il 3 ottobre, arrivati al campo 4 del Manaslu, a 7500 metri, Edoardo Rixi, Riccardo Vaira, Cristiano Virgilio, Paolo Frittella e il capo spedizione Molignoni non hanno avuto altra scelta e sono stati costretti a fare marcia indietro.
L’improvviso cambiamento delle condizioni meteo, arrivato in anticipo rispetto alle previsioni, ha costretto gli alpinisti a rinunciare all’impresa: il vento a 120 km orari, la temperatura a -40 gradi e l’intensa nevicata hanno reso impossibile l’ascesa e complicato, non poco, anche il rientro al campo base, per cui sono state necessarie 12 ore.
A parziale consolazione degli alpinisti potrebbe però arrivare la notizia di una scoperta botanica importante: durante la spedizione Riccardo Vaira, biologo del Corpo Forestale dello Stato, ha infatti individuato una pianta che potrebbe appartenere a una specie finora sconosciuta.
«E’ presto per dirlo, stiamo facendo le verifiche del caso con l’università di Katmandu, ma potremmo aver scoperto una nuova specie» conferma il biologo, spiegando che per la conferma definitiva si dovrà attendere ancora un mese.
La delegazione dei Liguri Apuani è stata festeggiata ieri mattina dall’amministrazione carrarese: il sindaco di Carrara Angelo Zubbani ha consegnato agli alpinisti una pergamena celebrativa, sottolineando il valore culturale della missione.
Quota 8.100 non è stata toccata, ma il nostro territorio è stato ugualmente protagonistra in quelle terre così lontane.
Cinzia Chiappini
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