Finanza
Le scuole vanno a pezzi, studenti in piazza
Corteo in centro, allo Scientifico niente palestra, nell’ora di educazione fisica una passeggiata
MASSA. Tornano in piazza gli studenti massesi. Ieri un vivace e pacifico corteo di ragazzi ha attraversato le strade della città scandendo slogan ed esponendo striscioni. Non una manifestazione “ideologica”: i giovani sono tornati in strada per motivi concreti, per protestare contro le condizioni pessime delle loro scuole. Pessime dal punto di vista edilizio, strutturale. Aule vecchie, banchi su cui sedevano genitori e forse nonni, calde in primavera, gelide in inverno; spazi che non ci sono, laboratori da piangere. E non solo.
L’alberghiero Minuto, il più grande della provincia (oltre mille iscritti)è dalla fine di settembre parzialmente inagibile: una tromba d’aria ha scoperchiato parte del tetto, costringendo i ragazzi e gli insegnanti a un esodo forzato in altre sedi. Così gli studenti fanno lezione in quattro sedi diverse, a turni e anche di pomeriggio.
Allo Scientifico invece, c’è l’annosa questione della palestra che non c’è. Fino allo scorso anno, gli studenti facevano educazione fisica alla palestra del Csi in via Marina Vecchia. Si trattava di fare il tragitto a piedi, si perdeva una ventina di minuti a ogni ora di lezione, ma vabbè. Quest’anno, neanche questo. La dirigenza del liceo, spiegano i ragazzi, non ha trovato l’accordo con il centro sportivo. Risultato: niente lezioni, l’ora di ginnastica si fa sotto forma di una bella passeggiata al castello Malaspina o al Monte di Pasta. «Non so come i prof ci valuteranno per queste performance: ci daranon un voto per come camminiamo? Per come ci impegnamo nella passeggiata?», ironizza (ma non troppo) Marco Albori, studente del liceo Scientifico e del coordinameno studentesco che ha organizzato la protesta di ieri mattina.
Quello del Fermi e del Minuto sono comunque soltanto i casi più eclatanti. Ogni istituto ha, più, o meno, qualcosa di cui lamentarsi.
Difficile studiare in queste condizioni dicono insomma i ragazzi che ieri hanno percorso le strade della città, partendo dalla piazza Garibaldi per attraversare il centro. 150-200 i partecipanti al corteo nel momento di punta (poi, si sa, molti studenti sciamano verso bar e altre destinazioni). “Ripresa economica solo a parole, scendiamo nelle piazze, riprendiamoci le scuole”, lo striscione che apriva la manifestazione. «Vogliamo far sapere alla città – hanno detto i ragazzi del Coordinamento studentesco massese, – quali sono le condizioni in cui devono studiare i ragazzi, un frutto avvelenato delle varie riforme delle scuole dei recenti governi». Lungo il tragitto i ragazzi hanno anche oscurato alcuni manifesti diForza Nuova e Casa Pound «che il Comune non aveva provveduto a rimuovere».
La mobilitazione, annunciano i ragazzi, n on è finita: alcuni di loro saranno stamani a Roma alla manifestazione nazionale; per il 16 novembre prossimo in programma una nuovo corteo in città.(c.f.)
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