Finanza
Eaton, spuntano Iglom e Bricoman
L’azienda massese di olii lubrificanti e il gruppo di prodotti per l’edilizia si sarebbero fatti avanti per acquisire l’area
MASSA. Presidio sotto il municipio e poi assemblea in sala consigliare con il sindaco Alessandro Volpi. Così i lavoratori Eaton tengono alta l’attenzione sulla loro vertenza e pressano le istituzioni pubbliche a sostenere la loro battaglia. Il nodo è sempre quello dell’acquisizione dell’area: la cessione da parte della multinazionale di Cleveland dei terreni e dei capannoni è considerata la condizione indispensabile per avviare un percorso di re-industrializzazione. Per favorire questo, la Regione ha messo sul piatto, con l’Accordo di programma un pacchetto di inventivi, sostegni e risorse di 5 milioni di euro. E ha affidato, d’intesa con il Comune e i sindacati, il compito di gestire l’operazione – cioè l’acquisizione e l’individuazione di aziende disposte a insediarsi nell’area – al consorzio Zona industriale. La Zia si è impegnata a presentare entro il 24 uno studio di fattibilità dell’area, ma c’è un certo scetticismo, tra i rappresentanti sindacali, sul rispetto di questa tempistica. E poi c’è il timore che qualche imprenditore interessato all’area non si rivolga al consorzio Zia, ma tratti direttamente con Eaton (che ha affidato a una società specializzata milanese il compito di vendere la fabbrica di via Aurelia): uno scavalcamento che vanificherebbe il percorso mesos a punto da Regione ed enti locali.
Ma ci sono in realtà aziende interessate alla ex Eaton? Chi è davvero disposto a investire in questi tempi di recessione? Pare che, nonostante tutto, qualche “pretendente” si sia fatto avanti. Un’azienda locale, in primis: la Iglom dell’ex presidente dell’Associazione industriali Emilio Ricci. Iglom lavora olii lubrificanti per conto di grandi marchi del settore e da tempo cerca di allargarsi e di trovare spazi adeguati per la sua produzione. Le trattative per insediarsi in una porzione della area Solvay sono tuttora bloccate dalla questione Sin-bonifiche. La Eaton (una parte di essa) potrebbe dunque rappresentare un’alternativa valida.
L’altro pretendente sarebbe il gruppo Bricoman, catena di vendita di prodotti tecnici per la costruzione e la ristrutturazione della casa con vendita sia all’ingrosso che al dettaglio. Si tratterebbe, in questo secondo caso, di un’attività commerciale e non industriale ma di questi tempi mantenere rigidi steccati pare impossibile. «Quel che è fondamentale – dice Marco Battistini della Uil – è che i lavoratori della Eaton restino dentro un percorso unitari che restituisca loro un impiego dignitoso».
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