Il Tirreno

Delia candidato segretario riparte dall’unità del Pd

Delia candidato segretario riparte dall’unità del Pd

«Si può trovare la quadra fra tutte le anime: collaborazione e consultazioni frequenti Nei rapporti col cittadino contano la vicinanza e soprattutto i fatti»

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CARRARA. «La condizione primaria che avevo posto per candidarmi alla segreteria comunale del Pd, è stata quella di un accordo fra tutte le anime del partito».

E così Pier Paolo Delia, 51 anni, sposato, tre figli, «e una nipotiva, Sveva», direttore della filiale del Paradiso della Cassa di risparmio di Carrara, affronta l’avventura di guidare la segreteria comunale del partito democratico. E’ entrato nel Pd nel giorno della sua costituzione, è stato attivo nei circoli, soprattutto a Marina, è stato eletto nella circoscrizione di Avenza, poi è stato inserito nel Cda della Progetto Carrara. Diede le dimissione dalla circoscrizione, e sono diversi anni che è nella Progetto Carrara. Attualmente nel Pd è tesoriere, nello scorso congresso è entrato nella segretaria provinciale occupandosi dell’organizzazione e del patrimonio.

«Ma la mia militanza politica è giovane», dice e aggiunge che una sua elezione a segretario comunale comporterà anche la necessità di avere «tanta collaborazione del gruppo consiliare e dei dirigenti. Il rapporto con i circoli l’ho sempre tenuto anche da tesoriere, ho sempre partecipato alle riunioni, ai circoli di Avenza, Bonascola, a Marina dove “ho vissuto” di più, ma anche a Carrara centro e ai monti».

Il problema principale del partito? «Trovare una quadra di tutte le anime, ma non è difficile secondo me, anche perché man mano che il partito è andato avanti, ha ricompreso anime nuove e soprattutto sta perdendo l’effetto della fusione dei due partiti. Penso che sarà più facile lavorarci».

Punti di forza? «Siamo l’unico partito, ne conosce un altro?» dice provocatoriamente.

Aggiunge che i rapporti con l’amministrazione, con il sindaco «sono sempre stati buoni. Si è parlato della via dei marmi e di altro. Non ci sono difficoltà relazionali».

La prima cosa che farà da segretario? «Riorganizzo il partito, compongo una segreteria autoritaria e autorevole dove non ci sia solo il segretario ma persone in grado di aiutarmi, e cercherò di utilizzare gli strumenti del partito per le consultazioni frequenti, ho bisogno di coinvolgere tutti, questa è la mia idea».

Un pensiero per Cesare Leri, segretario provinciale uscente e ricandidato alla segreteria provinciale: «Ho lavorato con lui nella segreteria provinciale. Penso che alla fine la spunterà». E dell’altra candidata Patrizia Conti dice: «E’ un’amica, le faccio il mio “in bocca la lupo”, c’è, bisogno anche del suo contributo».

Il rapporto con la città: «Penso che solo e soprattutto con i fatti e la vicinanza si può risolvere il rapporto col cittadino. Certo, chi lavora sbaglia, mettiamoci in questa ottica, ma vedo una volontà e una forza che riuscirà a risanare tante cose. Ho visto come vengono affrontati oggi i problemi, una piccola svolta c’è stata, dettata anche dalla spinta dal basso, dalla gente che è in difficoltà. Abbiamo la fortuna di avere il marmo (seppure con grossi problemi), è una ricchezza che altrove non c’è».

Cinzia Carpita

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