Il Tirreno

Molesta minorenni, condannato 38enne

Molesta minorenni, condannato 38enne

Telefonate e messaggi hard su facebook alle ragazzine. L’uomo ha patteggiato: sconterà un anno e sei mesi di carcere

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All’improvviso hanno paura. Paura di uscire di casa, di andare a scuola, di fare un giro con le amiche. Tremano, ma nonostante l’età (4 di loro sono minorenni), scelgono il coraggio, tutte e sei, e raccontano ai genitori. Decine di messaggi su facebook, telefonate al cellulare ad ogni ora del giorno e della notte. Parole oscene, al limite dell’indicibile, riferimenti pesanti alla vita sessuale, minacce.

A perseguitarle è un uomo di 38 anni, vive da parenti a Podenzana, ma è fivizzanese: lo scorso gennaio finisce in manette con l’accusa di stalking a carico di minorenni. Ieri mattina, di fronte al giudice Fabrizio Garofalo, la condanna. La sua - per dirla con le parole del difensore Chiara Lorenzelli - è «un’ammissione di responsabilità» tanto che chiede il patteggiamento: 1 anno e mezzo di carcere (di cui sei mesi già scontati per la misura cautelare) e il prosieguo di un percorso psicologico «che lo metta in discussione - chiarisce l’avvocato - e gli permetta poi di essere affidato ad una comunità».

Tutto comincia nel settembre del 2010: lui sceglie la vittima, sempre giovanissima e della zona (in gran parte lunigianesi). Se riesce a trovare il cellulare cominciano le chiamate. A tutte le ore. Altrimenti sceglie l’opzione B: facebook. Qualche volta si spaccia per un ragazzo di 10 anni di meno e non perde tempo. Fin dall’inizio chiarisce le sue intenzioni, con messaggi pesanti, riferimenti sessuali. E - da “perfetto” stalker - non fa mancare le minacce, spaventa le vittime, “promette” che si farà trovare davanti a scuola. Loro, le ragazzine, seppur intimorite, parlano, denunciano ai carabinieri. Una di loro è così sconvolta che chiede ai militari di “scortarla” quando esce. L’ultima vittima è una ragazzina di Massa: la madre lavora e lei studia in casa da sola il pomeriggio. All’improvviso sola non vuole più stare, ha paura ad uscire, cerca le rassicurazioni di mamma e delle amiche. Poi la confidenza alla famiglia: messaggi osceni su facebook. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Alessandra Conforti, si intensificano, sono affidate al tenente Rosa Sciarrone, è lei - con sensibilità femminile - ad affiancare la giovane, davanti al computer, a verificare le pesanti allusioni, a leggere le parole volgari e le minacce.

Nel gennaio scorso l’arresto: l’uomo è in casa di parenti, scattano le manette, viene trasferito al carcere di Prato.

Ieri il processo, con la citazione diretta: per il reato di stalking, infatti, non è prevista l’udienza preliminare. Soltanto una delle famiglie delle vittime si è costituita parte civile.

Il 38enne chiede il patteggiamento e il giudice accoglie l’istanza: un anno e mezzo di condanna. E un madre, fuori dall’aula, si lascia sfuggire solo poche parole:«Almeno per un po’ non darà fastidio a nessuno».

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