Sicurezza
Eaton, un altro incontro a vuoto
Cresce la tensione tra i lavoratori, «studio di fattibilità non ancora pronto»
MASSA. “Abbiamo ricevuto rassicurazioni verbali, niente di scritto, niente di concreto. Solo parole. Ma dopo cinque anni di lotta, di digiuni e di manganellate vogliamo concretezza. In caso contrario ritorneremo a manifestare in strada”. L’umore degli ex operai Eaton non è mai stato così basso. L’incontro tenutosi mercoledì in Regione – a cui hanno partecipato oltre ai sindacati, i tecnici e i consiglieri regionali, anche i sindaci di Massa e Carrara, Alessandro Volpi e Angelo Zubbani, il Commissario della Provincia Osvaldo Angeli e il presidente del Consorzio Zia Cesare Ugolotti – ha lasciato con l’amaro in bocca.
Il destino della Eaton, a cinque anni dalla sua chiusura, è ancora incerto. La reindustrializzazione dell’area, speranza di tutti, è ferma, la trattativa per la cessione somiglia a un tira e molla fra Regione, che ha consegnato alla Zia 5 milioni di euro per gestire la negoziazione e la stessa multinazionale americana che invece sembra voler giocare al rilancio. I rappresentanti sindacali mercoledì si sono seduti quindi al tavolo regionale con una richiesta ben precisa: che la politica intervenga per assicurare che non ci siano speculazioni nell’area e che venga immediatamente reindustrializzata. «Abbiamo chiesto - spiega Michele Folloni, della Fim Cisl ed ex operaio dell’azienda – è che la politica faccia sentire la sua voce, che si imponga e garantisca che non si speculi su questa area. Questa area è per gli operai: se compra un privato ci deve mettere a lavorare tutti i 298 ex dipendenti che ancora non hanno trovato lavoro».
Le rassicurazioni non si sono fatte attendere: Ledo Gori, il capo di gabinetto della Regione - che ha presieduto all’incontro al posto del Governatore Rossi - ha dato la sua parola, ma questo non basta agli ex operai Eaton, che ieri si sono riuniti al gazebo bianco davanti ai cancelli dell’azienda per decidere sul da farsi. A fare da spartiacque fra il “prima” e il “dopo” sembra essere la data del 24 ottobre, termine massimo entro il quale il Consorzio Zia deve presentare lo studio di fattibilità sull’area. “Quello che noi vorremmo – commenta Giovacchino Pitanti, della Fiom Cgil – è che si concludesse questo iter con il Consorzio. Ossia che presentasse il progetto, che la Regione lo approvasse e che finalmente si passasse alla reindustrializzazione. Ma sappiamo già che il 24 il progetto non sarà pronto, per tempistica. Quindi vogliamo capire cosa succederà dopo”. Molti ex operai, ieri, sono andati in escandescenza e hanno chiesto di incontrare il sindaco, che contattato durante l’assemblea, ha dato la sua disponibilità per incontrarli stamani.
Melania Carnevali
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