Il dolore
«Niente Tares per chi ha perso il lavoro»
La proposta forte: esenzione totale a chi è stato licenziato quest’anno. Ecco tutti i vantaggi previsti
CARRARA. Tares, penultimo atto. E, proprio alla vigilia di conoscere le nuove tariffe, la tassa comunale sui rifiuti fa i conti con la crisi occupazionale che attanaglia il territorio.
Chi ha perso il lavoro durante l’anno in corso dovrà essere esentato dal tributo: questa la proposta forte che il presidente Roberto Conserva ha fatto al tavolo della commissione Bilancio che, da oggi, ha all’esame la bozza di regolamento che dovrà poi essere approvata in consiglio comunale.
La bozza prevede, ad oggi, una riduzione della tariffa del 10% a chi è stato licenziato nell’anno in corso (e lo denuncia entro il 7 gennaio prossimo). Ma si contempla già l’esenzione nel caso in cui - ha precisato l’assessore di riferimento Giuseppina Andreazzoli - l’impiego perso forniva un reddito equiparabile alla pensione minima annua Inps.
Insomma una mano tesa dall’amministrazione a chi deve fare i conti non solo con la perdita del posto fisso, ma anche con le tasse.
Tares: ecco il nuovo regolamento, esenzioni e agevolazioni. Carrara, già un po’ in ritardo rispetto ai cugini massesi che hanno già modulato le tariffe, mette nero su bianco il regolamento per l’applicazione della Tares (tributo comunale sui rifiuti ed i servizi) con tutte le esenzioni e le agevolazioni previste che, in sostanza, restano quelle della vecchia Tarsu.
E sono tante. Si comincia dall’esenzione totale per situazoni di grave disagio sociale ed economico: le abitazioni occupate da nuclei familiari che hanno un reddito complessivo non superiore all’importo della pensione minima annua dell’Inps, non pagheranno la Tares.
Per continuare con tutta una serie di agevolazioni previste già per la vecchia Tarsu: niente tassa per un anno sulle nuove aperture di attività commerciali di vicinato o artigianali nei centri storici di Carrara, Marina ed Avenza (taglio del 30% per le prime aperture in altre zone del territorio che non rientrano in questi perimetri).
Tares ridotta del 20% a chi ha i cassonetti a una distanza superiore ai 500 metri, del 60% oltre i mille metri.
Nelle frazioni montane (Bergiola, Bedizzano, Castelpoggio, Codena, Colonnata, Fontia, Gragnana, La Foce, Linara, Miseglia, Noceto, Sorgnano e Torano) per piccoli negozi e utenze domestiche, il tributo sui rifiuti sarà ridotto del 20%.
Riduzione del 30% infine per le utenze stagionali (bagni, ristoranti e alberghi), del 45% circa per chi riutilizza nel ciclo produttivo i rifiuti speciali (ad esempio i trucioli usati per il compensato).
Discorso a parte per la detassazione per produzione di rifiuti speciali di autofficine, carrozzerie, elettrauti, gommisti, officine meccaniche e macellerie: qui il taglio sarà del 50%.
Chi perde il lavoro non pagherà il tributo. Chi quest’anno ha perso il lavoro non pagherà la Tares. O la pagherà molto ridotta. Deve comunicarlo al Comune entro il 7 gennaio prossimo, allegando la data di licenziamento e l’avvenuta iscrizione nelle liste di mobilità. L’ufficio Tares provvederà ad applicare la riduzione, o l’esenzione, a consuntivo, tramite compensazione del tributo dovuto per l’annualità successiva. E con il rimborso delle some versate corrispondenti all’ammontare della riduzione o esenzione. L’esenzione, qualora la persona interessata avesse avuto un impiego a reddito minimo, o riduzione (in base al reddito percepito mediante l’occupazione persa) sarà applicata all’ultima rata del tributo, la quarta e più pesante che dovrà essere pagata entro il 15 marzo. Gli altri step, lo ricordiamo sono stati il 10 luglio (35% del tributo), il 30 settembre (35%) e anzichè a novembre il già fissato differimento al 16 dicembre per la terza rata. Per poi passare, appunto al marzo del prossimo anno per la quarta e ultima.
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