Il Tirreno

«Giunta tecnocrate e senza coraggio»

«Giunta tecnocrate e senza coraggio»

Gli arancioni all’attacco dell’amministrazione: nel bilancio nessuna programmazione. A rischio progetti importanti

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MASSA. Sintetizzano la critica alla giunta in un sostantivo: tecnocrazia. E ad esplicitare il senso di quel sostantivo è Gabriella Gabrielli, arancione doc, ex assessore al sociale: «Volpi rincorre l’antipolitica, si comporta da amministratore delegato, è, invece, un sindaco. Sta abdicando alla politica - rincara - a vantaggio della macchina amministrativa. La giunta conta su cinque assessori, ma nei prossimi anni verranno nominati tre nuovi dirigenti. E - ecco il nocciolo della questione - gli incarichi dirigenziali costano più delle nomine agli assessorati». L’opposizione arancione disegna una città consegnata nella mani di un «governo tecnico», ma il primo cittadino - Fabrizio Brizzi e Andrea Ofretti si associano alla Gabrielli - «è frutto della politica e del consenso».

Un attacco che punta dritto alle politiche economiche dell’amministrazione, alla contrazione delle spese e al bilancio approvato martedì in consiglio comunale (con il voto contrario degli arancioni). Nel mirino il piano triennale delle opere che al bilancio è allegato. Piano che - secondo l’opposizione - avrebbe rinunciato in toto ad ogni progetto di lungo respiro: «Noi non vogliamo una città dei sogni - esordisce Brizzi, ex assessore ai lavori pubblici - ma serve coraggio. Non ci sono riferimenti neppure a progetti già in fase esecutiva. Neanche un accenno - entra nel dettaglio - al recupero di palazzo Bourdillon, ai marciapiedi di Ronchi per cui già era arrivato il parere della Soprintentenza. Soltanto 250mila euro per le scuole, noi ne avevamo destinati oltre 2 milioni. A rischio, con la nuova progettazione, il parcheggio al mercato coperto. Silenzio sul Pomario, assenti i progetti di grande respiro». Per Brizzi i temi variante Aurelia e recupero dell’area adiacente la stazione «non sono all’ordine del giorno, tanto che sia Anas, sia le Ferrovie faticano a trovare un referente all’interno dell’amministrazione: «All’incontro in Regione, proprio sulle infrastrutture, il sindaco non c’era, così nell’elenco delle opere non sarebbe finita la variante che noi - rincara - eravamo riusciti ad inserire al secondo posto tra le priorità». Duro l’attacco sul project per la realizzazione di loculi e ossari:«Tutto fermo».

Critiche pesanti anche da Ofretti, ex assessore all’ambiente: «Il piano delle opere non è stato approvato dalla commissione lavori pubblici, non un bel segnale per una giunta che si propone trasparenza e partecipazione». Vero - ammettono gli arancioni - il calo dei trasferimenti statali e regionali c’è, «ma c’era anche con la giunta Pucci e le scelte sono state fatte». Insomma, critiche al bilancio, «fatta eccezione per gli investimenti nel sociale», a 360 gradi. Atto che, per gli arancioni, non poteva che “conquistarsi” il voto contrario.

Chiara Sillicani

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