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Fusione Castelnuovo-Ortonovo fioriscono i sostenitori del “no”

Fusione Castelnuovo-Ortonovo fioriscono i sostenitori del “no”

In un primo momento sembrava scontata l’unione tra i due Comuni per formare quello di Luni ma oltre ai comitati di favorevoli o contrari anche le forze politiche si dividono tra le due fazioni

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CASTELNUOVO MAGRA. Entra nel vivo la lotta tra gli opposti sostenitori del Comune di Luni. I comitati “No alla fusione Castelnuovo-Ortonovo”, “Castelnuovo Magra, meglio solo che male accompagnato” e “Castelnuovo per Luni” sono stati convocati per mercoledì prossimo alle 15,30, presso il Consiglio regionale-Assemblea legislativa della Liguria, per un’audizione «al fine di acquisire ogni utile elemento di valutazione in merito all’Istanza dei Comuni di Ortonovo e Castelnuovo ai sensi dell’articolo 6 bis della legge regionale 21 marzo 1994, n. 12 disciplina della cooperazione tra Regione ed Enti locali e norme in materia di riordino territoriale e di incentivi all’unificazione dei Comuni».

Si sono susseguiti gli incontri tra le due fazioni e mentre da una parte, Ortonovo, sempre che prevalga il “sì” alla fusione, tutte le forze consiliari sono unite per raggiungere l’obiettivo, in quel di Castelnuovo la situazione sembra più complicata tra fautori del “sì” (amministrazione e maggioranza, gruppo dirigente Pd e altri partiti della coalizione) e quelli del “no” (parte del Pd, Pdl, Lega e M5S) e i comitati che vantano già diverse centinaia di firme.

La fusione, sostengono, è a “freddo”, senza reali vantaggi per le comunità, se non l’unione di debolezze. Molti dei dubbi sono anche quelli derivanti dalla passata situazione contabile del Comune di Ortonovo, con il debito fuori bilancio che è emerso l’anno passato ma che prontamente il sindaco Pietrini chiarisce come non influirà minimamente sul grande progetto di fusione: «Abbiamo spiegato e spiegheremo ancora meglio che non c’è nessun debito che si ritroverà il Comune di Luni, che se andrà bene il referendum nascerà non prima del 2015, perché Ortonovo a fine 2014 finirà di pagare tutto sino all’ultimo centesimo. E’ tutto controllato dalla Corte dei Conti e verificabile da tutti. Luni è un progetto così importante che abbiamo deciso di far finire anticipatamente la legislatura se passerà il referendum».

Altra critica è legata all’eventuale proposizione dell’attuale sindaco Favini che avrebbe l’opportunità di ricandidarsi nonostante i due mandati. «Critica davvero assurda. Intanto ci saranno le primarie e poi le votazioni. Nulla di scontato e di preordinato. Credo invece che il progetto sia di una portata storica per le nostre due comunità e prescindere da chi sarà il sindaco. Luni diventa una reale possibilità per avere migliori servizi a minori costi, sfruttando le economie di scale che l’unione può portare. Poi ci sono i vantaggi finanziari grazie alla legge che finanzia le fusioni: circa 200mila euro dalla Regione e gli eventuali contributi statali da valutarsi, ed è previsto lo sblocco del patto di stabilità per tre anni. Non è poco».

A dicembre o gennaio il referendum per un territorio che aspira a diventare il terzo Comune della Provincia dopo Spezia e Sarzana.

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