Sicurezza
Cgil: gli accordi economici vanno rispettati
La segreteria provinciale denuncia parzialità di trattamento nel Corpo unico della polizia municipale
LICCIANA NARDI. «Che succede al corpo unico di polizia municipale della Lunigiana?». Lo chiede la segreteria provinciale della Cgil Fp che aggiunge: «Ci poniamo questa domanda perché non riusciamo a capire quali siano le logiche che lo governano. Recentemente sono stati erogati i compensi legati alla performance (il premio individuale di risultato); con l’amministrazione abbiamo siglato un accordo generale che prevedeva la suddivisione in due fasce (una con il 51% delle risorse da erogare a un massimo del 49% dei dipendenti e una con il 49% delle risorse a erogare al rimanente personale). La valutazione dei dipendenti viene effettuata dal dirigente del settore, in questo caso dalla comandante. Il risultato, clamoroso, nel settore è il seguente: due dipendenti nella prima fascia, i rimanenti nella seconda. Effetto: 2 dipendenti si spartiscono circa 2.100 euro, i rimanenti 35 ne ottengono circa 100-130 a testa. Una sperequazione assurda che vanifica l’accordo siglato e stravolge la logica delle performance: è possibile infatti che nella polizia municipale ci siano solo due eccellenze e che il resto sia una massa quasi indistinta a cui assegnare un premio irrisorio? Oltretutto la comandante ha violato clamorosamente le procedure previste per la valutazione delle performance».
E qui la Cgil Fp elenca le norme del regolamento sulla “Misurazione, valutazione e trasparenza della performance” dell’Unione.
Il processo di valutazione a tutti i livelli in cui è previsto è improntato ai seguenti principi:
il valutato è posto preventivamente a conoscenza del sistema di valutazione; è favorita con tutti gli strumenti a disposizione, la condivisione di tutto il processo di valutazione; l’andamento delle performance è costantemente monitorato e oggetto di confronto, anche ai fini delle necessarie revisioni/adeguamenti; prima di concludere il processo ogni valutatore esamina i giudizi e le valutazioni in contraddittorio con il valutato, mediante apposito colloquio; la valutazione finale è espressa con un punteggio per agevolare la premialità secondo il merito.
«La nota così prosegue: «I componenti il Corpo unico non sono stati edotti circa gli obiettivi oggetto di valutazione; non hanno avuto alcun confronto ai fini delle necessarie revisioni/adeguamenti; non hanno avuto alcun colloquio in contraddittorio con il valutante prima della conclusione del processo valutativo. Sappiamo che anche la Rsu ha chiesto chiarimenti, senza avere risposte. Della vicenda, se non verrà posto rimedio, informeremo la Corte dei Conti perché valuti se la procedura illegittima, se non revocata, produca danno erariale. Così come informeremo la magistratura contabile dell’uso distorto e illegittimo dello straordinario, utilizzato per far fronte a lavoro ordinario. E ci rivolgeremo al Giudice del lavoro se le minacce nei confronti di chi, legittimamente, non vorrà essere armato si tradurranno nella paventata, e illegittima, sospensione della indennità di vigilanza, legata alle funzioni di Polizia municipale, non certo all’armamento».
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