Il Tirreno

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«Cava Fornace sotto controllo»

L’Arpat fuga i dubbi dei grillini sui campionamenti fatti e da fare

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MONTIGNOSO. «I controlli su cava Fornace: puntuali e periodici». Dopo le dichiarazioni del Movimento 5 stelle in merito ai controlli dell'Arpat all'interno di Cava Fornace, arrivano le precisazioni dell’agenzia regionale per la protezione ambientale.

«La discarica in questione- scrive Arpat- è un impianto per il quale è stata rilasciata e rinnovata nel 2012 un'apposita autorizzazione integrata ambientale (AIA) da parte delle province di Massa Carrara e Lucca (ciascuna per la sua parte di competenza territoriale); lo stesso provvedimento di AIA contiene nel suo allegato tecnico il piano di monitoraggio e controllo che prevede attività che debbano essere svolte da parte del gestore (Programma Ambiente Apuane s.p.a.) e da parte di ARPAT, nonché la loro frequenza.In particolare, per quanto riguarda l'Agenzia, è previsto un controllo integrato annuale, che è tipico degli impianti AIA. Tale controllo si sviluppa normalmente in più attività di sopralluogo, svolte nel corso dell'anno relativamente a singoli aspetti (gestione dei rifiuti, scarichi idrici, ecc.). Alla fine di tale controllo integrato viene predisposta una relazione riassuntiva, che viene trasmessa alle autorità locali interessate. Nel 2013 è già stato effettuato un sopralluogo in luglio per le acque sotterranee, i primi di ottobre per la gestione dei rifiuti e, sempre in ottobre, è previsto il campionamento delle fibre di amianto aerodisperse. All'inizio del prossimo anno sarà redatto il report conclusivo e trasmesso, come di consueto, alle amministrazioni competenti».

Come dire, quello che la legge dice di fare lo stiamo facendo, l’impianto è sotto controllo.

L’intervento dei grillini però non era rivolto solo a stimolare Arpat e Comune ma anche a polemizzare per «le continue assenze» dai lavori della commissione preposta al controllo di cava Fornace con l’assessore Raffaello Gianfranceschi di cui M5 Stelle arriva persino a chiederne le dimissioni dalla commissione.

Una commissione travagliata: va ricordato infatti il caso, anche questo scatenato dai grillini, della sua composizione. Con i 5 Stelle che hanno fatto anche un ricorso al tar per l’estromissione dalle commissioni. Anche se è stato più volte ribadito che i capigruppo dei partiti possono liberamente partecipare ai lavori.

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