Il Tirreno

Doni il sangue, ma la pensione è salva

Doni il sangue, ma la pensione è salva

Passa al Senato l’emendamento del Pd che ripristina i contributi per i giorni di prelievo

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MASSA. Sono quasi salvi gli “esodati del sangue”, quella schiera di donatori che, a causa della riforma Fornero, rischiano di andare in pensione più tardi per i giorni di permesso presi per il prelievo. Una piccola clausola inserita, nel silenzio più totale, nell’ampio decreto “Salva Italia” del governo Monti e che adesso, a due anni di distanza, inizia a far parlare di sé. Dopo le varie preoccupazioni e solleciti presentati dall’Avis Italia sul futuro delle donazioni, è stato infatti dato il via libera al Senato per l’emendamento al decreto legge 1015 sulla razionalizzazione della pubblica amministrazione presentato dal Senatore del Pd, Luciano Pizzetti, che di fatto ripristina la norma ante-Fornero. Ma facciamo un passo indietro. La Riforma Fornero appunto. Il provvedimento dell’ex ministra del lavoro ha cancellato – anche - i contributi previdenziali relativi ai giorni in cui i donatori di sangue si sono assentati dal lavoro per il prelievo. Gli effetti sul lavoratore non sono certo irrisori. Facendo infatti un calcolo, si può dedurre che un donatore abituale, in quarant’anni di lavoro, dovrebbe rimanere in servizio dai 7 ai 9 mesi in più. Le “vittime” della riforma Fornero sul territorio non sono poche. Sono infatti circa quattromila i donatori massesi, il 60% dei quali lavoratori che quindi rischiano di essere penalizzati, per un gesto solidale, nel trattamento pensionistico.

Motivo per cui era salita l’allerta nell’associazione di volontariato per i donatori del sangue, l’Avis di Massa, che prevedeva un netto calo delle donazioni. Fortunatamente, o sfortunatamente, a livello locale, fino ad ora, ha prevalso il fattore “disinformazione”. I donatori in sostanza non conoscendo questa parte della riforma hanno continuato a donare, non contribuendo quindi al calo di donazioni che si è registrato a livello nazionale. «Nell’ultimo anno noi abbiamo visto aumentare le donazioni – commenta Carlo Bellanti, presidente Avis Massa – tanto che si dovrebbe passare da circa 6000 donazioni nel 2012 a circa 6400 nel 2013. Questo ovviamente perché la riforma Fornero era ancora qualcosa di poco conosciuto. Però se rimanesse tale, ossia se la Camera non approvasse l’emendamento del Pd, sicuramente si registrerà un netto calo di donatori».

Nei giorni scorsi appunto il ministro del lavoro Enrico Giovannini ha dato parere favorevole all’emendamento presentato dal Pd estendendo quindi la definizione di “prestazione effettiva di lavoro” anche ai periodi di astensione usufruiti per la donazione del sangue. Dopo il sì del Senato, adesso la palla passa alla Camera da cui dipenderà, quindi, il futuro pensionistico di molti lavoratori e donatori massesi.
Melania Carnevali

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