Il Tirreno

Blitz degli animalisti per cercare di salvare agnelli e montoni

di Manuela D'Angelo

Presidio davanti alla stalla, intervento delle forze dell’ordine Un pastore ha accusato un malore: aria di denunce

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MASSA. È stata visitata anche dalla Guardia Forestale la stalla di via Martiri di Cefalonia, finita nel mirino degli animalisti, dopo la scoperta che, da lì, sarebbero partiti gli agnelli destinati alla macellazione rituale prevista in occasione della festa del sacrificio islamica. Festa che in tutto il mondo islamico si è celebrata ieri, in ricordo del sacrificio di Ismaele da parte di Abramo.

Dopo la Asl1 , la Guardia di Finanza e la polizia municipale, la stalla, che custodiva gli 80 tra agnelli e montoni, è stata oggetto dei controlli dei militari dalla Guardia Forestale: un accurato controllo, effettuato nella mattina di domenica, per verificare che gli animali stessero bene, che non fossero maltrattai, che avessero cibo e acqua, che i titolari avessero la documentazione in regola. Controlli che, come era stato per quelli precedenti, non hanno evidenziato nessun tipo di irregolarità fiscale, né particolari anomalie nella registrazione dei capi.

Ma non è finita: lunedì sera la Lega del Cane ci prova un'ultima volta ad impedire quello che definiscono "un massacro", recandosi con numerosi animalisti alla stalla e tentando di bloccare la vendita degli agnelli ai cittadini islamici, opponendosi ai furgoni che dalla stalla avrebbero portato gli animali al mattatoio autorizzato al loro trattamento.

Mattatoio autorizzato: infatti a differenza di come avveniva anni fa, o come accade oggi nei paesi islamici, anche la macellazione rituale va fatto in un posto igienicamente sicuro e non in un giardino o in casa.

C'è stato bisogno anche dell'intervento dei Carabinieri per impedire che la situazione degenerasse e per "scortare" i mezzi fino all'autostrada .

Il resoconto della serata è stato pubblicato anche sulla pagina Facebook della Lega del Cane e letto da migliaia di persone: «Abbiamo fatto il possibile-recita- ma non ci siamo riusciti» scrivono gli animalisti che - par condicio - sono contrari al sacrificio degli agnelli anche per la Pasqua cristiana.

Intanto, però, l'amarezza e il forte stress provocato dal grande clamore dell'esposto della Lega del Cane, ha costretto uno dei titolari a rivolgersi al medico in seguito ad un malore. «Un malore - commenta Coldiretti - figlio di un accanimento ingiustificato che però ha prodotto più di una conseguenza all'azienda, ai suoi titolari e alle loro famiglie».

Accusata anche di maltrattamento del gregge, infatti, i controlli hanno fatto cadere tutte le accuse nei confronti dell'azienda, ma non le preoccupazioni per azioni dimostrative firmate dagli animalisti: «Gli allevatori sono stati costretti a piantonare la stalla - racconta Coldiretti - nel timore di blitz per liberare i montoni e di sit-in di protesta».

Azioni che si sono materializzate appunto lunedì sera. Coldiretti si dice sconcertata dall'insistenza con cui gli animalisti hanno cercato di boicottare l'attività dell'azienda agricola, perché dichiara «nel nostro paese la libertà di culto non è reato e non è illegale» e l’associazione si riserva di valutare l'opportunità di promuovere un'azione legale «nei confronti di chi sta perseverando in un'ingiustificata e dannosa persecuzione nei confronti di un'onesta azienda agricola».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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