Il dolore
Bilancio: meno spese, ma pochi aumenti
Si astengono CinqueStelle e centrodestra, il no dei “pucciani”, qualche distinguo nella maggioranza
MASSA. E alla fine, ecco il bilancio. Ad anno quasi terminato, il consiglio comunale ha approvato ieri il bilancio di previsione per il 2013 (formalmente una previsione, in sostanza quasi un consuntivo). Un bilancio di “difesa” se così si può dire, condizionato dalla pesante riduzione dei trasferimenti dallo Stato vicina a 5 milioni di euro, dalla cancellazione dell’Imu sulla abitazione principale, dai vincoli del patto di stabilità. Un bilancio, hanno ripetuto il sindaco Alessandro Volpi e l’assessore al Bilancio Giovanni Rutili, che vuole però anche dare «segnali significativi di cambiamento e innovazione nelle politiche sia di entrata, sia di spesa».
26 milioni dall’ Imu. Le entrate principali arriveranno dall’Imu –sui 26 milioni di euro – e dalla Tares: 15,6 milioni di euro. L’introduzione della nuova tariffa sui rifiuti comporta un aumento del prelievo fiscale a carico dei cittadini e delle imprese: un sacrificio in più i cui proventi, però, andranno in gran parte allo Stato e non nella disponibilità del municipio.
La mensa non aumenta. Lo sforzo dell’amministrazione è stato di mantenere immutate le tariffe di mense, asilo nido, scuolabus (i “servizi a domanda individuale”). C’è riuscita al prezzo di ridurre la quota dei costi effettivi coperta dalle rette pagate dalle famiglie.
La tassa marmi sì. Il canone sull’estrazione del marmo è stato invece ritoccato del 15%: un aumento che determinerà un maggior gettito di 220mila euro per anno.
Irpef invariata.L’aliquota comunale sull’addizionale Irpef resta allo 0,70; invariata anche la tassa di soggiorno che l’amministrazione intende sottoporre a “restyling”.
Meno spese. La spending rewiev è il chiodo fisso dell’amministrazione. I risultati da essa ottenuti sono rilevanti: 400mila euro risparmiati con il dimagrimento della giunta, la riduzione dei gettoni ai consiglieri, lo snellimento dell’ufficio di gabinetto. 331mila euro risparmiati con la riduzione dei dirigenti; meno 250mila euro di spesa per cancelleria, carburanti, indennità varie. Non è certo poco.
Poche opere. Nel piano delle opere pubbliche presentato dall’amministrazione ci sono 11,4 milioni di euro di spesa previsti, compresi i 2,5 milioni per il fantasmatico project financing per la realizzazione del palazzetto dello sport. L’intervento più importante contenuto nel piano è la realizzazione del parcheggio all’ex mercato coperto: 3,4 milioni di cui 1,7 erogati dalla Regione attraverso il Piuss. Il resto delle risorse verrà prevalentemente impiegato per opere di manutenzione straordinaria delle scuole (250mila euro) delle strade e delle fognature (300mila euro), dei cimiteri (100mila ); e per interventi urgenti nei paesi a monte e sul reticolo di fossi e canali nella zona del Candia, di Poveromo e Ricortola. Nel piano anche l’adeguamento del ponte di Via Mascagni sul fiume Frigido (alla foce, a Marina), considerato ad altissimo rischio esondazioni.
No arancione, il M5S astenuto. La discussione sul bilancio è stata come si dice “ampia e articolata”. Alla fine i consiglieri 5 Stelle si sono astenuti, così come Stefano Caruso e Stefano Benedetti (centrodestra), Agostino Incoronato (Udc). Gli Arancioni hanno invece votato no.
Distinguo in maggioranza. La coalizione Volpi ha ovviamente votato compatta a favore del bilancio, ma negli interventi di alcuni consiglieri ci sono stati distinguo e note di pacato dissenso. Graziella Lazzerini, ad esempio, si è detta delusa per l’assenza di risorse destinate a fognature e depurazione; Giorgio Raffi ha auspicato maggior coinvolgimento del consiglio, invocato un piano rifiuti e chiesto un ritorno a investimenti e spese, «oculati, certo, ma necessari per sostenere l’economia cittadina».(c.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
