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28 Aprile: via Tambura inidoneo la giunta certifichi il contrario

28 Aprile: via Tambura inidoneo la giunta certifichi il contrario

MASSA. Tutta la sanità territoriale (o almeno buona parte di essa) al distretto di Via Bassa Tambura, che sarà potenziato e ristrutturato. La linea dell’amministrazione Volpi è questa ed è un’inversio...

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MASSA. Tutta la sanità territoriale (o almeno buona parte di essa) al distretto di Via Bassa Tambura, che sarà potenziato e ristrutturato. La linea dell’amministrazione Volpi è questa ed è un’inversione a U rispetto alla strategia seguita dalla precedente giunta, che puntava a realizzare un nuovo distretto socio sanitario nella zona della Stazione. Una linea che, inevitabilmente, ha trovato la dura opposizione degli Arancioni. Il gruppo consiliare dei “pucciani” – Carmen Menchini, Gabriella Gabriella, Fabrizio Brizzi, Andrea Ofretti – torna adesso all’attacco sulla questione, sollevando, attraverso un’interrogazione al sindaco Alessandro Volpi, una questione centrale. Quella della “idoneità” dello stabile di via Tambura a ospitare un centro sanitario che, ricordano gli stessi Arancioni, era destinato alla vendita.

«Chiediamo al sindaco – scrive il gruppo – di portare a conoscenza di questa assemblea (il consiglio comunale ndr.) l'atto con cui l'Asl (o chi per essa) ha certificato nei mesi scorsi come “idonea” la struttura di via Bassa Tambura, che nell'accordo di Programma 2005 (siglato dal presidente della Regione Rossi, dalla direzione Asl e dall’allora sindaco Neri) e ribadita nell'accordo di programma dell'aprile 2013 (siglato da Rossi, Asl, e dall’allora primo cittadino Roberto Pucci), era stata inserita fra i beni da vendere in quanto “inadeguata e inidonea all'uso sanitario con la conseguente necessità di realizzare un nuovo distretto”».

Crediamo sia importante chiarire questo punto, dicono gli Arancioni «perché deve essere accertato che la struttura in cui verranno erogate le prestazioni sanitarie territoriali del prossimo futuro risponda ai requisiti di adeguatezza sanitaria alle prestazioni e di sicurezza antisismica e antincendio che le norme nazionali e regionali contemplano».

In altre parole: l’opposizione chiede che l’amministrazione “certifichi” con atti alla mano che lo stabile di via Tambura è “idoneo” a ospitare il distretto. E non, come invece è scritto nei due accordi di programma, “inadeguato e inidoneo” a tale utilizzo. Un passaggio necessario «prima di prendere decisioni che nell'immediato possono sembrare ad alcuni virtuose, ma che potrebbero rivelarsi penalizzanti per la comunità massese».

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