La manifestazione
Ufficio dell’Inps in Comune, è polemica
Addio sede, ma punto informazione a Palazzo civico. Però c’è chi attacca: così si “autorizza” la chiusura degli sportelli
MASSA. Ci sono decine di persone, così tante che le sedie non bastano. Sul tabellone digitale i numeri non scorrono, il sistema è rotto. È giovedì mattina, entri alla sede Inps, accanto all’ospedale, e ti affidi al più vecchio dei sistemi: “Chi è l’ultimo?” senza dimenticare di precisare lo sportello a cui devi rivolgerti. Ce ne sono due e ciascuno si fa carico di specifiche pratiche. Insomma, tutto - purtroppo - in perfetto stile italiano: ufficio pieno, nonostante l’operosità degli operatori, e utenti alle prese con la burocrazia. Eppure quegli uffici stanno per chiudere i battenti. Addio alla sede Inps di Massa: per certificati, maternità, disoccupazione, permessi 104 da novembre tocca “valicare” la Foce e raggiungere la sede centrale, a Carrara.
Del resto la determinazione 60 dell’Inps (datata 15 marzo 2013) parla chiaro: l’agenzia di Massa sarà chiusa. Questione di soldi: l’istituto ha preventivato - lo esplicita nell’atto - un risparmio annuo di circa 49mila euro. Chiusura, sì, ma contestuale apertura di un cosiddetto punto Inps. E proprio qui sta il nocciolo della questione.
Perché il nuovo ufficio “in miniatura” potrebbe sorgere in Comune. Una soluzione a tutela degli utenti, secondo la giunta Volpi, un’arma a doppio taglio secondo alcuni patronati. La loro argomentazione è chiara: se l’amministrazione mette a disposizione spazi fornisce un alibi all’Inps, “giustifica” la chiusura. La questione, la scorsa settimana, è finita in consiglio comunale. È Graziella Lazzarini, dalle fila della maggioranza, a presentare un’interpellanza urgente, chiede al primo cittadino di fare un passo indietro, invita a «non concedere alcun spazio all’Inps, così - aggiunge - come successo in altri comuni toscani. L’istituto si deve assumere in toto la responsabilità di chiudere una sede e di far gravare - prosegue la consigliera - sempre e comunque sulle spalle dei cittadini il risparmio di spesa che, a mio avviso, dovrebbe essere attuato a partire dai vertici dell’Inps».
Lazzarini, insomma, chiede di tentare il tutto per tutto per evitare la chiusura. Tentativo che – assicura Alessandro Volpi - è stato fatto. Anche dalla precedente amministrazione: «Già il mio predecessore ha cercato di salvare la sede di Massa, io - prosegue il primo cittadino - dopo l’insediamento mi sono rivolto al regionale, ma la decisione è presa».
Dunque - questo l’argomento dell’amministrazione - di fronte all’alternativa del nulla, è comunque preferibile un punto Inps, magari proprio in Comune: «La nostra disponibilità - rafforza Volpi - c’è», si tratta di trovare gli spazi idonei. Idonei ad accogliere - stando ai dati della Lazzarini - un afflusso medio settimanale di 500 utenti. Perché- a quanto pare - nonostante la digitalizzazione e le pratiche telematiche, di gente che all’Inps ci va di persona ce n’è ancora parecchia.
Liliana Bassi presiede il comitato provinciale Inps (l’organismo che esamina i ricorsi presentati all’istituto). È lei a spiegare che la chiusura è subordinata all’apertura di un punto Inps che, oltre a fornire informazioni, consenta il disbrigo pratiche: «Anche con la precedente amministrazione abbiamo tentato, con massimo impegno, di evitare la chiusura, ma non è stato possibile».
Chiusura decisa, insomma, ma adesso in ballo c’è il punto Inps. Rimane un fatto: la coda di giovedì. Conferma che all’Inps, anche a Massa, ci vanno ancora in parecchi.
Chiara Sillicani
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