La manifestazione
Tares, una botta per bar e alimentari
Tariffa alleggerita per uffici e capannoni, ridono le banche. Ma la nuova imposta durerà poco: è già in arrivo la Trise
MASSA. Arriva la Tares, ma durerà poco. Proprio mentre il consiglio comunale, ieri pomeriggio, approvava l’introduzione e le tariffe del tributo che sostituisce la Tarsu, il governo cambiava le carte in tavola, annunciando, con la Legge di stabilità(la Finanziaria per intenderci), che la Tares, non ci sarà più e che sarà sostituita dalla Trise, tributo nuovo di zecca articolato in Tari, la parte che coprirà la gestione dei rifiuti urbani; e in Tasi, una specie di Imu che sarà dovuta “da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo le unità immobiliari, con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune le unità stesse”. Sembra un scherzo ma è così: a fine anno o al più tardi a gennaio – se questa Trise andrà in porto – l’amministrazione dovrà mettere a punto un nuovo regolamento per l’applicazione del futuro tributo e andare a una variazione di bilancio per far quadrare i conti in relazione alla mutata tariffazione. Se poi a questo aggiungiamo che, in commissione bilancio della Camera, è stato approvato un emendamento che consente ai comuni (è il caso di Massa) che non hanno ancora approvato il bilancio di previsione 2013 di mantenere la vecchia Tarsu e non introdurre la Tares, si capisce come sulla questione ci sia, diciamo, una volatilità di norme da scoraggiare chiunque.
La Tares, comunque, ora c’è, nel senso che è stata votata dal consiglio comunale di Massa. Ed è per molti una cattiva notizia, nel senso che pagheranno di più la tassa sulla spazzatura. Gli aumenti sono soprattutto, come annunciato, per le famiglie più numerose: un nucleo composto da 6 o più persone che vive in una casa di 100 metri quadrati, per esempio, pagherà 443 euro di Tares. Con la Tarsu ne pagava 281: l’aumento è di 96 euro, sfiora cioè il 58%. Ma sarà sensibile anche l’aumento per una famiglia di 4 persone: con la Tares pagava (il riferimento è sempre a una casa di 100 metri quadrati) 281 euro l’anno (la tariffa “vecchia” era calcolata solo sulle superfici e non sul numero di occupanti), da domani ne pagherà 320, il 14% in più.
Per quanto riguarda invece le utenze non domestiche, la Tares riserva sorprese buone e meno buone a seconda delle tipologie di attività. Sorridono, ad esempio, le banche, e con esse i titolari di studi professionali, uffici agenzie assicurative e simili. Uno studio legale di 200 metri quadrati che pagava all’incirca 2.500 euro di Tarsu riceverà ora una bolletta Tares di 1.200 euro circa. Un risparmio del 59%. Per le banche il regalo è ancora più sostanzioso: una filiale di 300 metri quadrati che pagava ben 4.400 euro di Tares, pagherà 1.051 euro, una riduzione del 76,48%.
Risparmieranno tantissimo anche le attività industriali con capannoni e le attività artigianali: riduzioni dell’81% e del 74% rispettivamente.
Al contrario, ci sono attività economiche che subiscono una bella stangata. Bar, caffè, pasticcerie, ad esempio. Un locale di 100 metri quadrati vedrà la bolletta per i rifiuti lievitare da 1.434 a 1.934 euro l’anno (più 34%). Botta poco meno pesante per ristoranti, pizzerie, birrerie, rosticcerie: da 1.434 euro ogni cento metri quadrati a 1.766 (più 23%). Chi può gridare alla batosta sono però i negozi a più alto “tasso” di produzione rifiuti: pizza a taglio, fiorai, ortofrutta, pescherie. Per loro l’aumento è del 113%. Se un negozio di questa categorie di 100 metri quadrati pagava 800 euro di Tares, pagherà ben 1.720 euro di Tares. È piangono anche i negozi di alimentari: più 75,6%. Un locale che pagava 800 euro di Tarsu, pagherà 1.420 euro di Tares.
La diversa modulazione, lo ha ribadito l’assessore al Bilancio Giovanni Rutili nell’illustrare la “manovra” è legata al fatto che la legge sulla Tares introduce il principio di chi “più inquina (ossia produce più rifiuti), più paga. Ci saranno, tuttavia, mitigazioni per le famiglie più numerose a basso reddito: sconti dal 10% al 20% per redditi Isee sotto i 25mila euro. 15,6 milioni l’introito previsto dalla nuova tassa.
Claudio Figaia
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