Sicurezza
Pedofilia, in carcere pensionato
Deve scontare un anno per una vicenda che emerse nel 2003
CARRARA. Dieci anni dopo il primo arresto, avvenuto nell’ambito di un’operazione della squadra mobile di Genova per un sospetto giro di pedofilia fra Milano, Bergamo, il Tigullio e la Versilia, nei giorni scorsi è stato condotto in carcere, in esecuzione del residuo definitivo di pena, un pensionato carrarese di 60 anni. La Mobile di Genova aveva oeprato insieme al commissariato di Rapallo.
Agli arresti era finito anche un parroco lombardo, che era ritenuto dagli inquirenti (le indagini erano coordinate dalla procura di Chiavari), il finanziatore del gruppo.
Insieme al parroco, secondo le accuse, avrebbero adescato bambini e ragazzi, tra gli 11 e i 17 anni, offrendo loro regali costosi e viaggi all’estero.
Le indagini erano partite dopo la fuga sospetta di due fratelli di Rapallo, di 14 e 15 anni. I ragazzini, al ritorno a casa, raccontarono di essere stati in Francia in alberghi costosi, e di avere ricevuto attenzioni e regali. Erano così cominciati intercettazioni, appostamenti e controlli che avevano portato all’«osservazione» di decine di adescamenti. «Il gruppetto - aveva riferito Claudio Sanfilippo, dirigente della mobile di Genova - sceglieva ragazzini provenienti da famiglie in situazione di disagio socio-economico. Era il sacerdote che copriva le spese necessarie a adescare i ragazzini».
Negli anni, la vicenda è proseguita, e adesso il residuo di pena per il pensionato carrarese è diventato definitivo: da qui l’arresto eseguito dai carabinieri nei giorni scorsi.
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