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Le cifre dell’emorragia: -20,7% per i detriti più pregiati

Le cifre dell’emorragia: -20,7% per i detriti più pregiati

CARRARA. Scorrendo le statistiche fornite dall’Istituto di studi e ricerche della Camera di Commercio, nelle commissioni congiunte marmo e attività produttive di ieri, emerge abbastanza chiaramente...

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CARRARA. Scorrendo le statistiche fornite dall’Istituto di studi e ricerche della Camera di Commercio, nelle commissioni congiunte marmo e attività produttive di ieri, emerge abbastanza chiaramente il motivo per cui il sindaco Angelo Zubbani ha chiesto pubblicamente aiuto alla Guardia di Finanza anche sul fronte dei detriti. Infatti, nel 2012, le “scaglie bianche”, quelle che pagano una tariffa maggiorata, sono crollate del 20,71% rispetto al 2011, mentre c’è stata una forte crescita delle “scaglie scure”, del 5,75%. In cifre: le scaglie bianche sono state un milione e 146mila tonnellate nel 2012, rispetto al milione e 446mila tonnellate del 2011; le scaglie scure, sono aumentate a un milione e 349mila tonnellate nel 2012, a fronte di un milione e 276mila tonnellate del 2011.

Un problema analogo c’era stato anche nel 2009, ma a fronte del calo vistoso delle scaglie bianche c’era stato anche un calo delle scaglie scure, e quindi si poteva considerare un calo non proprio fisiologico ma quasi.

La diminuzione delle scaglie bianche comporta anche problemi di gettito erariale, anche alla luce delle sentenze del Tar che rischiano di provocare una emorragia nei conti comunali soprattutto se molte aziende dell’escavazione dei blocchi dovessero approfittare delle sentenze di primo grado e chiedere di tornare al regime dell’accordo del 2008, con la suddivisione in fasce (ne parliamo anche a parte, la tariffa massima anche per blocchi di pregio è di 13,5 euro a tonnellata). Il gettito maggiore, di fatto, è affidato proprio alle scaglie (anche perché i quantitativi sono molto superiori rispetto ai blocchi, per 900mila tonnellate di blocchi circa, circa 2 milioni e settecentoquarantamila tonnellate di detriti). E il dubbio del sindaco è che in qualche modo, le scaglie più pregiate siano fatte passare per scaglie meno nobili. Da tempo si parla di un progetto di tracciabilità, anche attraverso sistemi gps, con attribuzione cava per cava di una precisa percentuale di tipologia di scaglie che poi trovi un effettivo riscontri nel controllo camion per camion. Su questo fronte però come anche sul rinnovodelle concessioni (per le quali si attende la legislazione regionale), non c’è ancora un punto fermo definitivo. Le pese sono sicuramente un filtro significativo, ma evidentemente ci sono i margini per dichiarare una tipologia di scaglie rispetto ad un’altra. E a rimetterci sono sempre le cassecomunali e, quindi, di tutti i cittadini.

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