Sicurezza
Cinquantadue cave estraggono marmo da 100 euro in giù
CARRARA. Su oltre 80 cave attive, solo trenta hanno valori medi (secondo quanto calcolato da palazzo comunale) a tonnellata superiori a 100 euro. Ben cinquantadue estraggono marmo che vale da 100...
CARRARA. Su oltre 80 cave attive, solo trenta hanno valori medi (secondo quanto calcolato da palazzo comunale) a tonnellata superiori a 100 euro. Ben cinquantadue estraggono marmo che vale da 100 euro in giù alla tonnellata. E’ quanto emerge dalla tabella che pubblichiamo a fianco, i valori sono quelli che sono utilizzati dal Comune per definire il canone concessorio (riferito però solo alle porzioni di agro marmifero comunale, mentre i beni estimati sono tuttora esenti) e il canone per il contributo ambientale (legge regionale 78-98); in questo caso, il 5% del valore medio è dovuto da tutti.
Come diciamo anche a parte, proprio ieri l’Istituto di studi e ricerche ha diffuso le statistiche sull’export del lapideo, che confermano il trend in costante crescita negli ultimi 12 anni (più 82 % nei prezzi!), il tema di fondo è quindi sempre quello: trovare un modo univoco per individuare cava per cava un canone equo, equilibrato, che possa corrispondere in modo inattaccabile ai criteri della sentenza della Corte costituzionale del 1995. In via preventiva, ovviamente, deve essere riformato il regolamento degli agri marmiferi. Al momento, fra l’altro, con le sentenze del Tar che hanno azzerato il procedimento del valore medio, le aziende che volessero potrebbero anche tornare agli accordi del 2008: blocchi 1ª fascia € 4,60 a tonnellata; blocchi 2ª fascia € 7,80 a tonn; 3ª fascia € 13,50 a tonnellata. Sì, anche i blocchi da 4mila euro la tonnellata, possono tornare a 13,5 euro la tonnellata di tariffa onnicomprensiva.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google