Il Tirreno

Appartamenti e uffici, richiesta depositata

Appartamenti e uffici, richiesta depositata

La Porto spa ha messo nero su bianco cosa vuole per realizzare il complesso post-Mediterraneo

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CARRARA. Ora è ufficiale: ieri la Porto di Carrara spa ha depositato in Comune l’istanza per ottenere una variazione al regolamento urbanistico, che consenta di realizzare anche uffici e appartamenti nel complesso edilizio previsto al posto dell’ex hotel Mediterraneo a Marina.

Il progetto complessivo prevede un albergo, una Rta (residenza turistico alberghiera), negozi e parcheggi. Ma da tempo i vertici della Porto spa vanno dicendo che la Rta non ha più mercato, mancando acquirenti per questo tipo di struttura; di conseguenza chiede, ora nero su bianco, «che siano ammesse ai piani primo, secondo e terzo, le destinazioni A1 e D1». Cioè appartamenti e uffici.

L’obiettivo è vendere poi appartamenti e uffici per recuperare parte dell’investimento complessivo, preventivato in 15 milioni di euro. «Si confermano gli altri impegni sul progetto – dice l’amministratore delegato della Porto spa, Paolo Dello Iacono – cioè l’albergo come previsto, i posti auto interrati, il rispetto di quanto pattuito nella convenzione stipulata». Con il solo punto ora in discussione, relativo all’abolizione della Rta sostituendola con «altro».

«Ci sono stati contatti con potenziali investitori istituzionali – dice Dello Iacono, confermando quanto aveva già dichiarato al Tirreno i primi di ottobre – per vendere l’intero complesso in blocco. Ma tali soggetti hanno fatto le loro valutazioni e poi hanno detto “no”, non solo nel caso che rimanga la Rta, ma anche nel caso che vengano consentiti appartamenti o uffici. Insomma, non interessa a questi soggetti, né la versione originaria, né quella che con la richiesta di modifiche abbiamo appena presentato al Comune».

E allora? «La Porto spa, intanto, se potesse avere uffici o appartamenti da vendere, recupererebbe parte dell’investimento da 15 milioni. Ma è certo che la Rta non va più bene: quando fu fatta l’operazione del Mediterraneo, il mercato immobiliare – dice l’ad - era più florido, oggi è in crisi. Per cui l’investimento diventa molto oneroso per la Porto di Carrara. Ma la società è pronta ad accollarsi il pesante onere se le verrà riconosciuta la possibilità di far rientrare parte delle spese. Diversamente, resta tutto com’è». Dello Iacono lo aveva già detto a inizio mese, ma la Porto spa non cerca il braccio di ferro col Comune: «Il tempo per discuterne c’è. Con la nostra istanza chiediamo al Comune un procedimento negoziato. Vorrei essere chiamato a discutere sulla fattibilità di ciò che proponiamo: cioè che sia prevista la destinazione d’uso anche per civili appartamenti e uffici dal primo al terzo piano dell’edificio. Ma non solo: se il Comune ci dicesse che c’è qualcuno interessato a realizzare, per esempio, al posto della Rta un cinema, o un supermercato, o una mega palestra, o altro ancora, noi lo realizzeremo per venderlo al soggetto interessato, previa nuova convenzione».

L’istanza presentata ieri è quindi un grimaldello. Ma cosa risponderà la pubblica amministrazione? «Chiediamo che il Comune – spiega Dello Iacono - si renda parte attiva, affinché l’investimento totale della Porto spa sia in parte recuperato». Un interesse che potrebbe non incontrare quello del Comune.

L’albergo progettato da Mario Botta (la Porto prevede la gestione diretta o una cogestione) non verrebbe toccato: 59 camere di alto livello, ristorante a piano terra, piscina con solarium al quarto piano, due sale all’ultiCioèano per riunioni ed eventi, passerelle aeree per raggiungere la piscina. Un albergo con vista sul mare, che dovrebbe dare occupazione a 25-30 addetti. 3.200 metri quadri di parcheggio interrato, per 150 posti auto (in parte a uso pubblico e in parte per i clienti dell’albergo). «Ora tutto dipende – dice Dello Iacono – da cosa ci risponderà il Comune». La voragine del cantiere in via Genova è lì che aspetta.

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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