Il Tirreno

Non ha il biglietto, picchia capotreno

Non ha il biglietto, picchia capotreno

Massa: invece di mostrargli il ticket lo ha spinto facendolo cadere La Uilt aveva lanciato l’allarme: «Così non si può continuare»

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MASSA. L’ultimo capotreno a rischiare di essere picchiato sulla linea tirrenica è stato un cinquantenne di servizio su un regionale La Spezia–Pisa. Si è avvicinato a un uomo seduto in una delle carrozze di seconda classe, gli ha chiesto il biglietto e questo lo ha spinto facendolo finire contro le poltrone che si trovavano nel lato opposto. Proprio mentre il convoglio si stava fermando nella stazione di Massa. Il passeggero, probabilmente senza biglietto, è riuscito a scappare. Il dipendente di Trenitalia, invece, si è rialzato, è sceso dal convoglio e poi ha dato il via libera al macchinista. Non si è fatto niente, soltanto per un caso fortuito.

Ormai quella delle aggressioni ai capotreno sembra essere una consuetudine. Soltanto alcuni giorni fa sempre a Massa un episodio più grave di quello accaduto ieri. Stavolta il treno era il Frecciabianca 9777. La denuncia portava la firma della Uiltrasporti Toscana che chiedeva in quella circostanza a Trenitalia più sicurezza per i suoi dipendenti. Il ferroviere, 30 anni, pisano, colpito al volto, ha avuto sette giorni di prognosi. Il suo aggressore, un marocchino regolare in Italia, che era senza biglietto e ha reagito quando il capotreno gli ha preso i documenti, è poi riuscito a fuggire. Del caso si sta occupando la polizia. Mentre di quello avvenuto ieri è stata fatta soltanto una segnalazione.

In una nota il segretario di Uilt Toscana Paolo Fantappiè aveva espresso «indignazione per il sempre più alto numero di episodi violenti che colpiscono il personale di Trenitalia durante lo svolgimento del proprio lavoro».

Ma vista la frequenza dei casi bisogna parlare di un «allarme sicurezza» per i lavoratori. Tanto che è stata aperta una vertenza sindacale «in conseguenza all'aumento di aggressioni verificatesi nella nostra regione». Il sindacato ha anche chiesto un incontro con Trenitalia per avviare azioni che permettano agli addetti di Fs «di poter lavorare serenamente e tornare a casa in completa sicurezza».

L’allarme era scoppiato alla vigilia di quest’estate, dopo che due ragazzini avevano mandato all’ospedale un capotreno ad Aulla. Tutto era avvenuto sul regionale 2038 Pisa-Milano. Un episodio grave, che aveva portato al ricovero del ferroviere, il ferimento di un collega e la soppressione del treno: sull’episodio sono ancora in corso le indagini dei carabinieri, riguardo il comportamento di due giovani lunigianesi, entrambi incensurati.

All’ospedale il capotreno era stato curato dai medici, che poi lo avevano dimesso con una prognosi di dieci giorni per un grosso ematoma sotto l’occhio.

Era maggio: da allora è stata una continua escalation. Anche perché ogni giorno che passa cresce il numero dei portoghesi. Soprattutto tra gli immigrati. Nelle stazioni più piccole ormai la polfer non c’è più e il personale Trenitalia non sa più come difendersi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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