Sicurezza
Talamoni: il mio no a Zara Non cedo, anzi mi allargo
I titolari di Valentino ha respinto le avances del gruppo spagnolo. «Restiamo e ampliamo il negozio di 300metri quadri. E Yamamay apre al posto Max Mara
MASSA. «Non vendiamo a Zara, nè ad altri. Valentino non si cede. Anzi: si allarga. Presto il nostro negozio avrà 300 metri quadrati in più, ampliamo la nostra offerta, altro che chiudere». Franco Talamoni fa così chiarezza sulle voci che da tempo circolano su una possibile cessione del suo storico negozio “Valentino” di via Bastione al super gruppo spagnolo dell’abbigliamento low cost. Voci insistenti, che hanno acceso curiosità, indotto preopccupazioni nel personale. No, Talamoni non vende. E a Zara ha detto no. Il signor Franco non nasconde che gli scout della catena di Amancio Ortega (il terzo uomo più ricco del mondo seondo Forbes) in cerca di nuovi spazi commerciali in tutto il pianeta abbiano bussato alla sua porta. «Sì, è vero, si sono fatti avanti, ci sono stati dei contatti, ma poi non se ne è fatto nulla. Finchè sono qua io, Valentino non cede. Tant’è, ripeto, che presto amplieremo il negozio negli spazi verso mare che prima erano di proprietà del Banco di Sardegna».
Per Zara il negozio di via Bastione poteva essere il luogo ideale per lo sbarco in città. Avrebbe avuto a disposizione circa 1.500 metri quadrati di superficie su tre piani: un’area sufficiente alle caratteristiche dei centri Zara. Dopo il niet di Talamoni, sembra che la catena spagnola abbia sondato la possibilità di installarsi nel palazzo Brancadoro, affacciato in piazza Aranci – ipotesi poi scartata perchè l’immobile necessiterebbe di una ristrutturazione troppo onerosa – e guardi alle sorti del mercato ortofrutticolo, interessato dal progetto del parcheggio (nell’ambito del Piuss) e il cui interno è oggi quasi del tutto abbandonato. Più lontana, invece, la prospettiva di acquisire dal gruppo Mps la sede della banca di piazza Aranci.
La decisione dei Talamoni di rifiutare le avances di Zara (sostenute, immaginiamo, da cifre a parecchi zeri) e di ampliare il negozio è un segno di riscossa o perlomeno di “resistenza” del commercio locale rispetto all’avanzare della crisi e della grande distribuzione. La famiglia, del resto, ha spalle larghe e la capacità di fare fronte alla pesante contrazione della capacità di spesa della clientela. Nel corso della quasi centenaria attività, ormai alla terza generazione, la famiglia Talamoni ha investito molto – in tempi ben più floridi per il commercio – nell’acquisto di fondi non solo in città, ma a Marina di Carrara, a Forte dei Marmi, Viareggio, Pisa, Lucca. Negozi che si aprono in zone di prestigio (la passeggiata di Viareggio, Corso Italia a Pisa, il centro di Forte) e che hanno quindi un grande valore commerciale e immobiliare. Ed è anche grazie a questa accorta strategia imprenditoriale che Valentino-Talamoni può sfidare a viso aperto la crisi e rilanciare aprendo altri 300 metri quadrati di negozi. E non solo. Sono in fase di riapertura anche i negozi che ospitavano Max Mara (in via Bastione) e Max & Co. in via Chiesa, entrambi controllati dal gruppo Talamoni. Max Mara sarà rilevato da Yamamay, catena di intimo, che ha da poco lasciato gli spazi in Largo Matteotti; per Max & Co. ci sono trattative avanzate con vari marchi. La crisi si batte così.
Claudio Figaia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
