Il Tirreno

Rta, andati in prescrizione tutti i procedimenti penali

Rta, andati in prescrizione tutti i procedimenti penali

Il Comune potrebbe però chiedere alla Procura copia degli atti per usarli in via amministrativa per cercare di ottenere la confisca degli immobili

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MONTIGNOSO. Cinque processi che si sono conclusi nel giro di tre mesi mesi. Con la stessa formula: non doversi procedere perché il reato si è prescritto. Quindi nessuna sentenza di merito. Si è chiusa così la vicenda giudiziaria delle residenze turisto alberghiere del Cinquale, sequestrate nell'estate del 2006 su ordine del sostituto procuratore Federico Manotti perché invece di rta la guardia di finanza aveva scoperto che si trattava di veri e propri condomini: nessuna parte in comune, nessun regolamento per gestire l'immobile. E soprattutto nessun turista.

Ecco gli immobili che erano stati primi sequestrati e poi concessi in gestione ai titolari delle società per non lasciarli in uno stato di abbandono irreversibile: Le Pinete, l'Approdo, Beatrice, Palco e Cascinale. Una vicenda iniziata nel 2006 al Cinquale fatta di sequestri e di persone che credevano di acquistare una casa e invece si sono trovati con le quote di una società di cui dicevano di non conoscerne neppure l'esistenza (poi hanno cambiato versione).

Erano nove gli imputati, legali rappresentanti delle società che hanno realizzato le rta. L'accusa per tutti era di lottizzazione abusiva: invece di realizzare delle strutture per la ricezione turistica, come prevedevano i regolamenti, avevano dato vita a dei veri e propri condomini. Ecco chi è finito alla sbarra: Valerio Venturi (legale rappresentante della società cooperativa edificatrice le Pinete di Prato), Ernesto Gentili (legale rappresentante della residenza l'Approdo, società cooperativa di Montignoso), Franco Bartoletti (legale rappresentante della cooperativa edilizia di abitazione il Palco 2000 di Prato), Rodolfo Mangani e Mauro Faggi (legali rappresentanti della Residence Beatrice società cooperativa di Prato) e Carlo vergani, Walter Ongaro, Sauro Belfi e Elvo Cameli (legali rappresentanti della Coifi spa di Corsico, in provincia di Milano).

La lottizzazione abusiva, reato contestato, non è stata approfondita. Sono stati gli stessi pm (Manotti è stato sostituito da alcuni colleghi perché nel frattempo era stato trasferito) a chiedere la prescrizione, del resto i tempi lo imponevano. E il giudice così non ha potuto neppure dire se chi ha comprato i mini appartamenti era consapevole di fare qualcosa di illegale. Che l'acquisto era consapevole, insomma.

Da qui, come ha detto la Cassazione in più pronunciamenti, la confisca degli stabili - come era intenzione della procura - è stata scartata. Il giudice insomma ha ridato la patata bollente in mano all'amministrazione comunale. Una sentenza che fosse entrata nel merito invece avrebbe lasciato spazio all'acquisizione degli immobili, nonostante la prescrizione.Come stabilito dalla stessa Cassazione. Il Comune in realtà avrebbe, secondo alcuni esperti, un'arma in più per fare la voce grossa.

Una cosa che può dire è' questa: il comune avrebbe titolo di chiedere alla procura copia degli atti dei procedimenti penali-ormai non più segreti- al fine di formarsi un proprio convincimento ed utilizzarli per accertare l'avvenuta lottizzazione e dichiarare la confisca degli immobili in via amministrativa. Una strada possibile ma anche lunga: il dibattito aperto dal sindaco Buffoni sulla possibilità di andare ad una sanatoria ha come finalità il reperimento a breve di milioni per le frane e altre opere pubbliche.

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