Finanza
«Nelle nuove tariffe niente pastrocchi»
Il vicesindaco Vannucci: accordi disattesi, il fatto è che gli industriali vogliono pagare ancora meno
CARRARA. Blocchi di statuario per cui, al Comune, gli industriali pagano una tariffa calcolata su un valore di 450 euro a tonnellata. Ma che, come è emerso dalla nota di servizio delle Fiamme Gialle che ha dato il via alla maxi indagine della Procura sul nero alle cave, venivano venduti a 3mila euro (e il riferimento è sempre sul prezzo a tonnellata.
Che il Comune abbia sbagliato a fare i calcoli?
A rispondere a un quesito che, dopo la pubblicazione della nota della Finanza si stanno facendo in molti sono due addetti ai lavori: il vicesindaco, ed assessore al Marmo Andrea Vannucci e il dirigente Marco Tonelli.
Dal vicesindaco arriva anche un messaggio chiaro: «Cosa faremo? Quello che stiamo già tentando, con fatica di fare da tempo: fare pagare il giusto agli imprenditori delle cave. Di pastrocchi non se ne faranno».
Vannucci: non siamo stati noi a disattendere gli accordi. Comincia col fare una precisazione Andrea Vannucci.
«È vero è stato il comune a dire che l’accordo del 2008 con le associazioni era superato - spiega - ma perché, in realtà, non ha mai avuto un’applicazione completa ad esempio per quel che riguarda il sistema dei sassi. Per questo motivo lo abbiamo considerato disatteso».
E sul tema, attuale, della disparità di prezzi evidenziata dalla Guardia di finanza, fra lquello medio per individuare la tariffa dei blocchi (450 euro a tonnellata, al massimo) e quello reale di vendita (3mila) precisa: «Non va perso di vista che 450 euro a tonnellata è il prezzo calcolato in base alla produzione media: sappiamo che il valore dello statuario va dai 2mila euro in su, ma anche che nella stessa produzione di cava sono compresi informi e altri materiali meno pregiati - continua Vannucci - Detto questo è anche utile ricordare che siamo in arbitrato con gli industriali perchè non accettano neppure la tariffa di 450 euro a tonnellata, insomma vorrebbero pagare ancora meno».
E infine annuncia : «Per il futuro il nostro obiettivo è fare pagare il giusto, senza pataracchi».
Tonelli: ma gli industriali vorrebbero pagare ancora meno. Il dirigente del settore marmo va subito al sodo. E comincia con fare un cenno alla “guerra” a colpi di carte bollate ingaggiata con Assindustria. «Alla luce della sentenza del Tar che ha bocciato il nuovo accordo si tornerebbe al passato, alle vecchia “fasce” quando gli industriali delle cave pagavano una bischerata - dice - In questo periodo stiamo sentendo tutte le ditte per sentire se sono disposte a non applicare questa sentenza. Altrimenti non ci resta che la strada degli appelli nei confronti delle sentenze stesse ».
Insomma la strada verso la pace sembra ancora lunga.(a.v.)
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