Finanza
La rivincita dei “vecchi” giochi
Corda, biliardini, yo-yo, così il Cokkino si oppone allo strapotere dei videogame
MASSA. Nell’era dei videogiochi, del touchscreen, dei social network e delle comunicazioni – anche fra i bambini – virtuali c’è chi cerca di ritagliare in città un piccolo spazio dove giocare significa anzitutto interagire, con il proprio corpo e con gli altri, in carne e ossa. È la sfida lanciata alla società delle new technology, da Barbara Pucci, la proprietaria del negozio di giocattoli “Il Cokkino”, in via Alberica, che nell'estate appena conclusa ha portato avanti un calendario di attività in piazza per i bambini, con lo scopo di riscoprire i giochi del passato.
Lo spirito della sua “mission” si coglie entrando nel piccolo ma accogliente negozio, aperto nel 2008 prima in via Beatrice, e poi spostatosi a giugno in via Alberica, per la posizione strategica al lato di piazza Aranci. Attraversando la porta si è come catapultati nel passato e a fare da macchina del tempo sono proprio i giocattoli riposti negli scaffali. Una miriade di giochi, tutti rigorosamente in legno o in bamboo, spariti dagli scaffali della grande distribuzione. Ci sono gli yo yo, il pallottoliere, il mikado, la corda, il bilanciere, il biliardino manuale, il quindici, la palla fluttuale e tantissimi altri. Tutti giochi che, oltre a intrattenere e a divertire, avevano anche un ruolo terapeutico e di prevenzione alla salute, funzioni che oggi, nei giocattoli attuali, si sono perse.
«C'è una grande differenza – spiega Barbara – fra i giochi del passato e quelli dell'oggi. I primi, infatti, fanno bene anche alla salute. Si pensi alla corda e a quante ore ci passavamo giocando, rafforzando quindi i muscoli e perdendo grassi. Oggi si gioca seduti per ore davanti a uno schermo. Oppure si pensi alla palla fluttuale, che oggi viene addirittura utilizzata dai logopedisti per correggere problemi di pronuncia dei bimbi». L'obiettivo di Barbara è quindi quello di far riscoprire i giochi del passato ai bambini. Per questo durante l’estate, ogni venerdì ha portato i giochi in piazza, dove si poteva giocare a campana, alla corda o assistere a uno spettacolo di kamishibai – una specie di teatrino su carta –, tutto con l'obiettivo di strappare i bambini dallo schermo e riportarli all'aria aperta. Numerosi anche i progetti anche per l'inverno. «Ho in mente – continua Barbara– di far costruire ai bimbi gli addobbi di Natale. L’incognita rimane lo spazio. In estate la piazza è l’ideale, ma in inverno non è l'ideale. Vedremo se riusciamo a creare uno spazio tutto per loro».
Melania Carnevali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
