Il Tirreno

Agnelli da sacrificare: niente maltrattamenti e stalla in regola

di Manuela D'Angelo

Per Asl e polizia municipale è tutto ok. Minaccia querele il legale del pastore, via libera alla festa islamica

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MASSA. Nessuna irregolarità, niente maltrattamenti agli animali:nella stalla di via Martiri di Cefalonia, dove sono custoditi 80, agnellini destinati alla macellazione rituale del prossimo 15 ottobre, festa del sacrificio islamico è tutto ok. Lo hanno accertato il servizio veterinairo dell’Asl e la polizia municipale, messi in allarme dall’esposto della Lega del Cane che parlava di possibili gravi irregolarità in qeusto commercio di ovini. Dopo l’allarme degli animalisti il campo nella zona industriale della famiglia massese di pastori che da anni si occupa di questo business (la fornitura di animali per la festa islamica non è una cosa solo di oggi) ha ricevuto nel giro di 48 ore la visita di ispettori sanitari, agenti di polizia, ambientalisti e consiglieri comunali.

A dire che gli agnelli stanno bene, che non ci sono maltrattamenti in atto, né carenze igienico sanitarie, è stata sia la Asl, sia la polizia municipale di Massa. La Asl 1 ha certificato che gli agnelli stanno bene, sono liberi di muoversi in larghi spazi, hanno cibo ed acqua in abbondanza, mentre gli agenti della Polizia Municipale hanno accertato che non ci fosse nulla di fatiscente o di pericolante e che gli animali fossero tutti provvisti di passaporto e certificazione di qualità, necessaria per la tracciabilità della carne. Tutto regolare.

Eppure, nell’esposto della Lega del cane si chiedeva conto di maltrattamenti, di stalle fatiscenti e precarie, della mancanza di autorizzazioni e documentazione contabile. L’allarme era stato subito raccolto da un esponente della politica locale, il consigliere del centrodestra Stefano Benedetti, che, per vederci più chiaro, si è recato alla stalla per una visita che però gli è stata negata. «Mi sono spaventato – sostiene Benedetti- perché ad un cero punto ho pensato che alcune persone che, probabilmente erano dentro per acquistare gli agnelli, mi volessero accerchiare, mentre cercavo di scattare delle foto». Il polverone alzatosi sulla vicenda, un caso alimentato più da pregiudizi e animalisti e religioso-razziali che da questioni di regolarità ha indotto la famiglia proprietaria della stalla a chiedere un consulto legale: «Non procederemo per vie legali per adesso – dice l'avvocato Alessio Menconi – ma ci riserviamo di intervenire qualora si insista su un caso che, palesemente, vuole diffamare una attività di pastorizia che dura dal 1848. Forse è stato un pretesto per portare avanti altri tipi di lotte».

E a difesa dello storico pastore massese interviene anche la Coldiretti di Massa Carrara, decisa a tutelare questa attività: «Gli agnellini sono tutti regolarmente certificati e muniti di regolare passaporto che ne attestano la provenienza», fa sapere l’associazione. Sul presunto maltrattamento, poi, Coldiretti invita ad andarci con cautela «per non innescare antipatiche reazioni e non cercare visibilità sfruttando situazioni che coinvolgono famiglie e attività imprenditoriale portate avanti con sacrificio e tante difficoltà». Per quanto riguarda la macellazione, Coldiretti precisa che «è prevista in appositi ed autorizzati macelli presenti in provincia nel rispetto dei metodi di macellazione islamica». La macellazione rituale (che consiste nello sgozzamento dei montoni precedentemente storditi ndr.) – spiega ancora – è legale così come la libertà di culto e di espressione religiosa». Infine una precisazione su presunte irregolarità fiscali: «A ogni capo venduto corrisponde una ricevuta fiscale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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