Lutto
«Non potevano scattare le perquisizioni»
Il pool della difesa Fontanili-Munish al riesame: non c’erano le motivazioni per firmare quel decreto
CARRARA.
Alla luce degli elementi contenuti nella relazione di servizio della Guardia di Finanza (di cui pubblichiamo ampi stralci ndc) la Procura non avrebbe potuto dare mandato per le perquisizioni. E, dalla maxi inchiesta dovrebbero venire fuori anche altri nomi. Quelli di altri imprenditori coinvolti.
Queste, in sintesi, le linee sostenute dai legali della difesa nella prima udienza (gli altri indagati, i fratelli Venezia e l’autista Giovanni Simonelli, moglie e figlio, vi hanno rinunciato) dopo l’udienza di riesame.
«Qui non sono in discussione i sequestri, ma il metodo e, per quel che riguarda il nostro assistito, Nicola Fontanili, le accuse che risultano infondate».
Non usa mezzi termini l’avvocato Franco Marenghi del pool difensivo dell’imprenditore Nicola Fontanili.
Questa è la sua dichiarazione a caldo al termine dell’udienza davanti al tribunale del riesame durata circa un’ora e a cui si sono presentati i legali di due degli imprenditori indagati nell’inchiesta sul nero alle cave: gli avvocati Luca Pietrini e Cristina Cattani, per l’indiano Kapur Munish e Giancarlo Lattanzi e Franco Marenghi (dello studio del professo Tullio Padovani) per Nicola Fontanili .
Il tribunale, composto dai giudici Giovanni Sgambati, Fabrizio Garofalo e Elisabetta Congiusta si è riservato: la sua espressione è attesa nelle prossime ore.
Ma intanto proprio il pool difensivo fa chiarezza sulla istanza di riesame di cui si è discusso davanti ai giudici: «Non è sul dissequestro - sottolinea il legale Giancarlo Lattanzi - ma sulla legittimità del decreto di perquisizione».
In sostanza quello che la difesa contesta è che, sulla base degli elementi contenuti nella relazione di servizio messa agli atti dalla Procura, non si poteva dare mandato di perquisizione (nel caso specifico di Fontanili la sua abitazione).
E se nell’ambito delle indagini ci fossero elementi diversi la Procura avrebbe dovuto depositarli prima dell’avvio delle udienze di riesame.
La linea della difesa appare molto chiara. Non solo per Nicola Fontanili, ma anche per la posizione dell’imprenditore indiano Kapur Munish.
«Quello che contestiamo - spiega l’avvocato Luca Pietrini- è il difetto di motivazioni».
Insomma un vero e proprio “scacco” alla Procura che, nel caso venisse accolto dal tribunale del riesame con una sentenza a favore della difesa - potrebbe costituire, di questo i legali sono convinti, una prima forma di giudizio positivo.
E intanto, per quel che riguarda il pronunciamento, il tribunale del riesame si è riservato fino alla tarda serata di ieri. La giornata decisiva potrebbe essere quella di oggi o del lunedì della prossima settimana.(a.v.)
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