Sicurezza
Ingegnosa truffa con sceneggiata davanti all’Opa
Raggirati anziani con cassette di frutta di pessima qualità e fantasiose (ma credibili) storie di amici in comune
MONTIGNOSO. Un camioncino pieno di frutta, di qualità non certo eccelsa, da "rifilare" a cittadini ingenui che, oltre a non intendersene di mele, pere e banane, si lasciano imbambolare dall'arguzia dei due complici. L'ultima truffa è avvenuta vicino all'Ospedale pediatrico apuano, ma le segnalazioni di persone che hanno subìto lo stesso trattamento sono parecchie.
«Carissimo ciao, sono il figlio di Giovanni, quanto tempo è passato, come state tu e la tua famiglia? Io sono molto felice, mia moglie ha appena partorito qui all'Opa una bambina, l'aspettavamo da tanto tempo, dobbiamo festeggiare, prendi un po' di frutta, guarda te la regalo io».
Un fiume diparole, di aneddoti, di baci e abbracci, riferimenti a fatti e persone che il malcapitato cittadino effettivamente ricorda e, in men che non si dica, il "figlio di Giovanni" chiama il complice che arriva con il carretto pieno di frutta: una cassetta, poi un'altra e un'altra ancora, «è per te, per tua moglie, offro io perché sono troppo felice. Ma, ti prego, raccontami un po' come stanno i tuoi figli e che fanno». Una di quelle classiche situazioni in cui, ammettere di non aver capito con chi si sta parlando, è imbarazzante e spiacevole.
La storia ce la racconta, così come è avvenuta, un cittadino montignosino: «Conoscevo un Giovanni, ho creduto fosse il figlio di un amico di vecchia data, poi mi ha chiesto informazioni sulla mia famiglia, come se conoscesse mia moglie e i miei figli. Ho creduto fosse realmente chi pensavo. Ho visto la macchina piena di cassette di frutta e non me la sono sentita di accettarle gratuitamente, così gli ho proposto di accettare un po' di soldi».
«Va bene se proprio insisti, replica il figlio di Giovanni- dammi 50 euro e ti do il resto». Incapace di dire di no, anche per evitare di fare brutte figure o di offendere il presunto amico di vecchia data alla cui amicizia teneva molto, il malcapitato consegna le 50 euro, il figlio di Giovanni gli restituisce 10 ero di resto, altri baci e abbracci, saluti fino a tre generazioni dell'albero genealogico e poi via, a tutto gas, sul camioncino verso Montignoso.
Tornato a casa, l'amara sorpresa: la moglie lo aiuta a ricostruire i fatti. Non soltanto quella frutta non valeva neanche 20 euro, perché per buona parte marcia e le cassette riempite per metà con il polistirolo, ma soprattutto il "figlio di Giovanni" non vende frutta e vive a Milano. Una truffa con i fiocchi. Stessa sorte è toccata ad un altro anziano che stava aspettando la moglie all'Opa per un controllo al cuore, fuori dal parcheggio.
La tecnica è stata sempre la stessa, i due complici, accento meridionale, facce pulite e camioncino pieno di frutta, sono riusciti a vendere, con la scusa di solidi legami di amicizia con uno dei figli dell'anziano, circa quattro cassette di frutta, per 50 euro, che non ne valevano neanche la metà.
Difficile dire se i due si fossero studiati a tavolino le situazioni, o se, nell'inscenare la conoscenza dei malcapitati, utilizzassero situazioni tanto comuni e banali da poter essere accadute a tutti e, con un po' di fortuna, riuscire a convincere tutti della loro buona fede. In ogni caso occhi aperti a chi vuole vendervi frutta e finge di conoscere vostri parenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google