Il Tirreno

In gioielleria a Milano, poi i due incontri con imprenditori a Marina e sull’Aurelia

In gioielleria a Milano, poi i due incontri con imprenditori a Marina e sull’Aurelia

CARRARA. Il “nero” veniva riscosso sotto forma di gioielli e pietre preziose. È questo uno dei particolari che emerge dalla relazione di servizio consegnata dalla Guardia di Finanza alla dottoressa...

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CARRARA. Il “nero” veniva riscosso sotto forma di gioielli e pietre preziose.

È questo uno dei particolari che emerge dalla relazione di servizio consegnata dalla Guardia di Finanza alla dottoressa Rossella SOffio e che, da ieri, con l’apertura delle udienze del riesame, è stata messa ufficialmente agli atti.

C’è un passaggio in particolare in cui si parla di un pagamento in contanti sotto forma di preziosi.

La data è quella dell’otto marzo scorso.

Eugenio Venezia, secondo quanto messo per iscritto dalle Fiamme Gialle, incarica Giovanni Simonelli (l’autista) di recarsi a Milano, per ritirare delle pietre preziose, non meglio identificate, presso un indiano che, risultate essere legale rappresentante di una ditta che si occupa del commercio di gioielli.

Ma non è l’unica volta in cui quello che per la Procura sarebbe il “nero” ricavato dalla sottofatturazione dei blocchi (da cui l’ipotesi di frode fiscale contestata agli indagati) passa attraverso gioiellerie del capoluogo lombardo.

Pochi giorni dopo, il 26 marzo, Kapur Munish con Andrea Simonelli va a Milano, in un hotel a ritirare una scatola (per la finanza si tratterebbe presumibilmente di una somma di denaro) . Poi in un’abitazione, poco distante, sede della Eurogemers Srl (commercio all’ingrosso di orologi e gioielleria) gestita da un indiano, da cui esce con lo stesso involucro.

Il 4 maggio del 2013, a breve distanza temporale rispetto agli episodi già citati, sempre come viene annotato nella relazione di servizio da cui ha preso le mosse l’indagine, Kapur Minish, insieme a Giovanni Simonelli, si reca a Milano per ritirare presumibilmente una somma di denaro da un indiano riconducibile ad una attività di commercio all’ingrosso di orologi e gioielleria.

Al rientro a Carrara i due fanno due tappe (sotto gli occhi vigili della Guardia di finanza che li pedinava): prima in via Aurelia - dove hanno incontrato una persona - e poi a Marina, presso l’abitazione dello stesso Munish dove avviene l’incontro con un imprenditore carrarese operante nel settore lapideo.

Uno di quei soggetti che- come abbiamo già detto - risultano ad oggi “coperti” ma che sarebbero al centro di una seconda indagine della Procura.

Il giorno dopo poi, il 5 maggio, sempre Kapur Munish si incontra sull’Aurelia, nel piazzale della società Spintermar di Carrara con un soggetto italiano. Anche in questo caso, però, nella relazione di servizio messa agli atti dalla Procura il nome viene tenuto coperto.

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di Redazione web