Il Tirreno

I 15mila euro del portoro “trovati” nel giornale

CARRARA. Nella relazione della Finanza del settembre scorso (quella sulla base della quale sono scattati i provvedimento di sequestro e perquisizione del 23 settembre) l’iter attraverso cui avveniva...

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CARRARA. Nella relazione della Finanza del settembre scorso (quella sulla base della quale sono scattati i provvedimento di sequestro e perquisizione del 23 settembre) l’iter attraverso cui avveniva il perfezionamento in contanti della parte “in nero” viene stigmatizzato nella vendita di un blocco di portoro, un materiale molto pregiato.

Un meccanismo articolato che secondo la Finanza è ben spiegato in tutta una serie di telefonate che sono state oggetto di intercettazioni.

Eugenio Venezia viene intercettato mentre chiama Paolo Biggi (che non risulta indagato), il 19 febbraio scorso, dicendogli che lo raggiungerà a breve. Poi chiede al fratello Giuliano la macchina per andare alle cave di portoro.

In un passaggio successivo Eugenio Venezia riferisce a un suo collaboratore di avere a disposizione il blocco di portoro super extra, dal valore commerciale di 9mila euro e, presumibilmente, di altri 2 o tre pezzi di dimensioni più piccole ma comunque adatte per un lavoro.

Poi c’è un’altra intercettazione: quella in cui lo stesso Venezia riferisce a Nicola Fontanili del blocco acquistato e in cui riferisce di voler fare un fattura pro forma al cliente, per avere un anticipo e fermare il materiale.

Eugenio Venezia poi, sempre come viene riferito nella relazione, richiede al telefono a Paolo Biggi una fattura per l’acconto di 30/40mila euro per fermare il blocco.

In una successiva telefonata Venezia chiama Fontanili e, nel corso della conversazione, gli riferisce che ha risolto per il blocco di portoro, con un anticipo di 20mila euro.

Poi Paolo Biggi lo ha richiamato per dirgli che mancano 15 “campioni”. Su richiesta del Venezia Eugenio lo stesso Biggi precisa che sono 15mila euro.

Ancora Biggi poi richiama Venezia e riferisce di averli trovati, i 15mila euro, nel giornale. Ma che ne mancavano ancora 500.

Eugenio Venezia, così viene riportato nella relazione di servizio finita agli atti, ha parlato con Nicola Fontanili di un’operazione commerciale con la società Falconi marmi srl della Spezia, in particolare di un blocco acquistato e pagato in contanti per 15/20mila euro e fatturato alle Hermes Trading .

Insomma un meccanismo che secondo i riscontri della Finanza rivestirebbe una particolare importanza, in quanto consentirebbe di ricostruire i vari passaggi con cui avvenivano i pagamenti in nero. Un metodo che è stato intercettato e trascritto in dodici telefonate, da utenze cellulari o fisse.

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