Il Tirreno

«Persi milioni per pochi no alla fusione»

«Persi milioni per pochi no alla fusione»

Roberto Malaspina (Lega) fa il conto dei finanziamenti previsti per le unioni Aulla-Podenzana e Bagnone-Villafranca

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MULAZZO. «Procedere ugualmente alle fusioni. L’esito negativo a Podenzana e Bagnone del referendum per la fusione dei Comuni ha rivelato ancora una volta che la democrazia è un sistema imperfetto. Un sistema che non solo ha un costo, ma, in questo caso, un prezzo da pagare».

Roberto Malaspina, ex sindaco e attuale membro dell’opposizione, punta il dito sulle perdite economiche dovute alla mancata fusione Podenzana-Aulla e Bagnone-Villafranca, di fatto parlando della «ottusità di comitati campanilistici e di amministratori disinformati che hanno spinto i cittadini a esprimere un voto contrario ai loro interessi, du cui presto si accorgeranno».

Per l’esponente della Lega «esiste infatti una legge regionale che dà la possibilità ai Comuni che si fondono di: ricevere 1 milione e 250mila euro in cinque anni; ottenere dal Governo il 20% in più dei trasferimenti statali garantiti; uscire dal patto di stabilità per 3 anni (possibilità quindi di assumere e di determinare tariffe più basse). Viceversa, la stessa legge regionale prevede: i Comuni sotto i 3mila abitanti che non si fondono, non riceveranno nemmeno un euro, non esciranno dal patto di stabilità e, a partire dal primo gennaio 2014 saranno svuotati di competenze. Poi dal gennaio 2016 la Regione avvierà comunque le procedure per procedere autonomamente (quindi d’imperio) all’accorpamento dei Comuni sotto i 3mila abitanti che non lo hanno fatto decidendo tutto da Firenze».

E l’affondo di Malaspina: «Ma non si può morire per eccesso di democrazia. Se i sindaci dei Comuni interessati, ossia Aulla, Podenzana, Villafranca e Bagnone, volessero avere coraggio, potrebbero ancora cogliere l’opportunità di fondersi lo stesso, forti dell’approvazione avvenuta nei rispettivi consigli comunali dove i rappresentanti del popolo hanno approvato la decisione praticamente all’unanimità, destra, sinistra, centro, maggioranze e minoranze. E, aggiungo, forti comunque del fatto che i cittadini di Aulla e Villafranca si sono fortemente espressi per il “sì” alla fusione. Non deve sfuggire il fatto che lo strumento referendum è stato previsto dalla legge regionale come passaggio democratico, ma come mezzo esclusivamente consultivo, non deliberativo. Lo strumento deliberativo, come dicevo, è il voto dei consigli comunali (che avevano approvato) e della giunta regionale (che aveva approvato). Propongo e invito quindi i sindaci a procedere ugualmente, così come deciso dai consiglieri comunali che il popolo aveva delegato per prendere anche decisioni come questa».(f.p.)

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