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La Cassazione rinvia, l’ira del comitato

La Cassazione rinvia, l’ira del comitato

Il legale dei familiari dei defunti: «È uno scandalo. A questo punto spero soltanto che ci sia una sentenza prima o poi»

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MASSA. Quando tutti aspettavano soltanto l’ordinanza di accoglimento o di rigetto dell’istanza di legittimo sospetto, avanzata dai legali di due degli imputati del processo sulle cremazioni al Mirteto, i supremi giudici hanno sorpreso tutti facendo una cosa che in molti non avevano visto mai: hanno rinviato la decisione al 7 novembre. Nonostante l’argomento sia stato dibattuto in lungo e largo per tutta la mattinata, nonostante dalle loro labbra togate pendessero centinaia di famiglie che attendono giustizia da anni per la fine orrenda fatta fare ai resti dei loro cari. Inutile dire che quando (intorno alle 17) è arrivata la notizia che bisognava attendere ancora quasi un mese i nervi sono saltati.

La rabbia dei familiari. Anche l’avvocato Emiliano Pianini, che difende il comitato che tutela la memoria dei defunti, solitamente calmo, è sbottato: «Scrivete pure che è una decisione scandalosa. Non capisco perché si perda tempo con un reato così odioso, la sentenza doveva esserci a maggio, poi è cambiato il collegio e abbiamo buttato giù il boccone amaro. Sembrava si potesse risolvere tutto in un paio di mesi invece è saltata fuori la questione del legittimo sospetto... Mi fa rabbia e fa rabbia anche ai miei assistiti. Il presidente del tribunale Maria Cristina Failla quando è scesa in aula a rassicurarci non ci ha promesso una sentenza esemplare, ma ci ha solo detto che non sarebbe stato perso altro tempo e che il nuovo giudice non avrebbe allungato i tempi di molto». L’avvocato Pianini teme ulteriori rinvii: «Se la Cassazione deciderà il 7 novembre temo che l’udienza del 13 a Massa non servirà a molto, difficilmente avremo le motivazioni del provvedimento. Doveva esserci a maggio la sentenza, ormai era stato fatto tutto rispettando anche gli interessi degli imputati. Ma gli interessi di questa gente che si è vista consegnare delle urne con delle ceneri mischiate o peggio con della sabbia chi li garantisce? ».

L’avvocato Lazzari. A Roma è andato Andrea Lazzari, uno degli avvocati che ha avanzato il legittimo sospetto (l’altro è il collega Stefano Beretti). Anche a lui la decisione della Cassazione è sembrata insolita: «Non mi era mai capitato, abbiamo esposto le nostre perplessità e credevamo i giudici potessero dire subito la loro invece il cancelliere ci ha comunicato il rinvio». Poi con molta onestà: «Non so se questo sia un bene per noi, credo si sia trattato semplimemente di una coincidenza. Vedremo se il 7 novembre motiveranno l’ordinanza. In questo caso non sarà perso un solo minuto rispetto a quello che poteva essere già oggi».

Il pm Manotti. Il sostituto procuratore Federico Manotti non ha voluto commentare il rinvio: «Non so perché la Cassazione non abbia deciso, spero solo il processo non subisca ulteriori stop».

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