Finanza
Cgil,Cisl e Uil: fermiamo le stragi dei profughi
MASSA. Una nave carica. Al suo interno persone, donne, bambini e disperazione. Una nave arrivata più leggera di quando è partita. Più di trecento morti. Dopo la strage - l’ennesima – avvenuta sulle...
MASSA. Una nave carica. Al suo interno persone, donne, bambini e disperazione. Una nave arrivata più leggera di quando è partita. Più di trecento morti. Dopo la strage - l’ennesima – avvenuta sulle coste italiane si alza una bandiera sulle sedi dei sindacati di Massa Carrara per dire “fermiamo le stragi nel Mediterraneo”. Questo è il titolo dell'iniziativa sindacale promossa a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil e che oggi sarà presente anche a Massa.
«Non si tratta – spiega Paolo Gozzani della Cgil – soltanto di indignarsi, per il dolore e la tristezza di queste morti all'interno di paesi civili e democratici, ma si tratta, soprattutto, di fare proposte concrete sulle politiche dell’immigrazione e che consegneremo oggi pomeriggio al Prefetto. Vogliamo che questo sia l’inizio di un percorso in cui il mondo del lavoro deve mobilitarsi: di fronte a famiglie che scappano dalla miseria per cercare la vita e trovano la morte, noi dobbiamo urlare che la speranza è più forte del male.» Proposte che toccano tutti i nodi scoperti di un sistema che si è dimostrato non troppo attento a questo problematiche.
«Pensiamo - afferma Anna Maria Mosti della Cisl - che sia necessaria una riforma legislativa sull’immigrazione, una legge in materia di asilo, l’istituzione di un sistema di accoglienza a livello internazionale.» Accoglienza e solidarietà sembrano quindi essere le parole chiave per rimettere in moto il sistema. «Un sistema che purtroppo oggi – spiega Moreno Guelfi della Uil – punta soprattutto sulla repressione. Inoltre sta cambiando il processo migratorio, oggi si assiste ad un calo dell'immigrazione da lavoro con un aumento invece degli spostamenti causati da guerre e questo fenomeno deve essere considerato diversamente».
Una giornata di mobilitazione che si svolgerà in città anche nei prossimi giorni, con volantinaggio nei mercati, per manifestare e condividere - accanto alla ricerca di soluzioni concrete - un po’ di umanità. Ma anche una giornata per riflettere sul peso che il fenomeno immigrazione riveste nel nostro territorio, capire i settori toccati dal fenomeno, i livelli di tutela e di benessere raggiunti da chi cerca una nuova vita, più stabile e sicura. «Purtroppo – spiega Gozzani – sfugge dalle nostre analisi tutto il lavoro sommerso e che spesso è causato da situazioni di disagio. Ma occorre soprattutto allontanare la convinzione ingannevole che l’immigrazione possa il lavoro agli italiani, ai massesi in questo caso: aldilà degli apporti che un'immigrazione umanamente regolarizzata può creare in termini di ricchezza. Alla fine il dato dal quale partire è uno: solo quando la diversità è negata diventa pericolosa».
Alessio Profetti
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