Proteste
Quartiere Matteotti, nuove paure
Gli sfollati del dopo alluvione temono che la crisi di giunta rallenti l’iter per avere gli alloggi promessi
AULLA. Da oggi ogni giorno è buono affinchè si possa riunire il consiglio comunale dove potrebbe essere sfiduciato il sindaco Roberto Simoncini.
Infatti, sono trascorsi dieci giorni dalla presentazione della mozione di sfiducia firmata da undici consiglieri comunali e nei prossimi venti giorni questa dovrà obbligatoriamente essere discussa e votata.
Ed è proprio dalla mozione di sfiducia al sindaco di Aulla che parte Umberto Riccardo Galeazzi, ex abitante di quartiere Matteotti, il quale parla a nome del comitato del quartiere finito sott'acqua il 25 ottobre 2011, giorno dell'alluvione.
Da quel giorno è stata un'autentica odissea per tanti abitanti del quartiere che rappresenta la porta sud di Aulla, in particolare per quelli che vivevano nelle vetuste case popolari, sgomberati e costretti ad andare a vivere da parenti o in altri alloggi popolari disseminati sul territorio comunale.
Ora la paura di chi viveva a quartiere Matteotti, di cui si fa portavoce Galeazzi, è che la crisi politica possa rallentare ulteriormente una ricostruzione già in grave ritardo, soprattutto per quanto concerne le nuove case popolari che sorgeranno nelle aree ferroviarie dismesse.
«Le notizie riportate sulla cronaca locale, le vicende che stanno accadendo nel Comune di Aulla, come la sfiducia nei confronti del sindaco, la non approvazione del bilancio ed altri atti riguardanti la ricostruzione del dopo alluvione del 2011 lasciano molti dubbi e perplessità - scrive Galeazzi - sui tempi e modi in cui questi atti devono essere fatti. In questa situazione si sta perdendo di vista quali sono i reali bisogni degli abitanti colpiti e coinvolti nell’alluvione del 2011, in particolare degli abitanti di quartiere Matteotti, che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni, nelle quali hanno trascorso gran parte della loro vita, dove hanno cresciuto i loro figli e hanno lasciato tutto quello che di più caro avevano, per essere sistemati in alloggi provvisori».
Adesso, secondo Umberto Riccardo Galeazzi, «siamo di fronte ad un pericolo reale e il consiglio comunale deve farsi carico delle aspettative e dei bisogni dei cittadini e trovare la soluzione per far partire finalmente i cantieri per la costruzione dei nuovi fabbricati presso la vecchia stazione ferroviaria».
Galeazzi afferma, quindi, che «non si può prendere altro tempo, con il rischio di gettare al vento finanziamenti già concessi», e assicura che gli ex residenti di quartiere Matteotti «saranno molto vigili ed attenti alle decisioni che in questi giorni verranno prese e saranno presenti nel prossimo consiglio comunale».
Ricordiamo che Simoncini, dopo la mancata fusione fra i Comuni di Aulla e Podenzana, ha affermato che «adesso occorre fare partire i lavori per le scuole, le case popolari e il ponte di Stadano, lavori che non potranno partire se sarò sfiduciato».
Infatti, il sindaco di Aulla lasciava intendere che il commissario, il quale gli subentrerà in caso di sfiducia, non dispone dei poteri per adottare le indispensabili varianti allo strumento urbanistico per fare partire questi lavori, aggiungendo di essere disposto a dimettersi una volta che queste saranno approvate.
Gianluca Uberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
