Attenzione
Pittore minacciato da falsi addetti Enel
Lunghi minuti di paura per il professor Muzio: «Aprici il portone, com’è, hai paura..», ma lui chiama la polizia e se ne vanno
CARRARA. Lunghi minuti di paura, ieri mattina, per il pittore e insegnante Sebastiano Muzio, praticamente tenuto sotto assedio da due falsi dipendenti Enel, che pretendevano che aprisse il portone del palazzo in cui abita in viale Potrignano. I due si sono allontanati solo quando hanno capito che l’artista stava davvero parlando con la polizia, al cellulare, e hanno fatto perdere le tracce. Ma prima di andarsene hanno avuto atteggiamenti intimidatori e aggressivi: «Com’è, ti trema la mano? Hai paura?». Insomma, una mattinata a dir poco movimentata.
Erano da poco passate le nove quando - racconta ancora scosso Muzio - ha sentito suonare alla porta. «E’ andata bene - spiega - che non ho aperto direttamente dal mio appartamento, ma sono sceso; nel mio stabile non c’era nessuno, ho afferrato il cellulare e sono andato giù. Dall’altra parte del portone a vetri, c’erano due giovani sui 25 anni, ben vestiti: pantaloni colore aviazione, maglietta celeste chiara, come se fossero due impiegati. “Siamo dell’Enel”, davanti avevano una specie di tessera plastificata e dall’altra parte del vetro mi hanno mostrato dei tesserini irriconoscibili. A quel punto ho detto che non aprivo, e quello più basso, sul metro e sessanta, scuro di carnagione, ha iniziato dicendo: “Lei sta intralciando un pubblico ufficiale nelle sue funzioni, deve aprire”. Ha parlato quasi sempre lui, in un ottimo italiano. Per fortuna avevo il cellulare e ho fatto il numero della polizia, ma intanto loro insistevano: hanno provato gli altri campanelli, ma non c’era nessuno e nessuno ha aperto. “Ti sfondiamo il portone”, ha ripreso il più basso, entrambi avevano la testa rasata, il più alto le orecchie leggermente a sventola. Io li osservavo impaurito, parlavo al telefono con la polizia, e loro prima in maniera quasi ironica, poi sempre più aggressiva e minacciosa: “Ti ho detto che sfondiamo il portone, forza, aprici”. “Tremi eh, hai paura...”». Il professor Muzio è ancora sotto choc: «Sono stati 7-8 minuti lunghissimi: finalmente, quando hanno capito che al telefonino stavo descrivendoli alla polizia, si sono allontanati. Dopo poco è arrivata la polizia. Come ho detto agli agenti, non si tratta di facce già viste in città, probabilmente sono di fuori zona; bisogna mettere in guardia le persone, se avessi aperto, chissà cosa avrebebro potuto fare; o rubare in qualche appartamento chiuso, oppure provare a distrarmi e rubare in casa mia. Ho letto spesso proprio sul “Tirreno” casi simili, e quindi ritengo importante che si sappia anche questo: sempre meglio non aprire e in caso di dubbio, chiamare le forze dell’ordine». Gli agenti hanno raccolto la testimonianza del professor Muzio, e ora stanno cercando questi due giovani sulla base della descrizione dell’artista carrarese.
Sebastiano Muzio, pittore, artista, è stato anche insegnante di discipline pittoriche e anatomia artistica ai Licei artistici statali di Carrara e Genova, e agli Istituti d’arte di Massa e Pietrasanta. Sta preparando una mostra personale, in passato ha già esposto a New York, Roma, Milano, Ingolstadt, ha vinto numerosi premi nazionali e concorsi di pittura.
(m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
