Sicurezza
In coda per il sussidio di disoccupazione
Decine di persone al centro per l’impiego: la novità di quest’anno è che prima si fa la domanda prima si riscuote
MASSA. C’è chi si è presentato subito alle 8 di mattina per cercare di scongiurare la fila, chi invece alle 10 ma a mezzogiorno stava ancora aspettando il suo turno.
È l’esercito di lavoratori stagionali che dal primo di ottobre si sta recando in massa al Centro per l’impiego per iscriversi nelle liste di disoccupati e richiedere quindi la Mini-aspi, la nuova forma di indennità per i lavoratori a tempo determinato che ha sostituito la vecchia disoccupazione a requisiti ridotti.
Ottobre è sicuramente il periodo clou per il centro per l’impiego. Al 30 settembre scadono infatti i contratti per i dipendenti stagionali e negli uffici del centro inizia il via vai di disoccupati in cerca di lavoro o di informazioni.
Un via vai che tuttavia prima si spalmava nel corso dei mesi successivi fino ai primi dell'anno seguente e che invece adesso si ammassa nelle prime settimane di ottobre.
Il motivo è semplice: con le nuove regole bisogna sbrigarsi a presentare la domanda di disoccupazione. Due infatti le novità che giocano sulla tempistica.
Anzitutto adesso la domanda deve essere presentata entro i sessanta giorni dalla fine del periodo di lavoro e non più nei primi tre mesi dell’anno successivo, come accadeva con la vecchia indennità.
Altro punto, forse quello più importante per i disoccupati, la Mini-Aspi decorre dal giorno in cui si è presentata la domanda e non dall'ultimo giorno di lavoro.
In altre parole se si perde il lavoro il 30 settembre e si presenta la domanda il primo novembre, non si ha diritto alla disoccupazione nel mese di ottobre. Ecco quindi che con lo scoccare di ottobre è iniziata la corsa al centro per l'impiego e il risultato è stato l'ammassamento.
Lunedì mattina, a mezzogiorno c'erano ancora una quarantina di persone in attesa del proprio turno. Molti, stanchi dell'attesa, hanno anche abbandonato il proprio turno.
«Ho il numero 83 e siamo al 60 – commenta una ragazza, ex cameriera, in attesa nella sala d'aspetto – ed è già un'ora e mezza che sono qui».
«Sono uscito ora – racconta un ragazzo senegalese, che quest'estate ha fatto il lavapiatti in un ristorante - dopo tre ore di fila. Ci sono persone che hanno lasciato anche il posto e se ne sono andati durante la mattinata».
Come loro sono tanti altri i “neo disoccupati” che in questi giorni hanno letteralmente invaso il centro per l'impiego. Centinaia e centinaia di persone, fra giovani e meno giovani, bagnini, camerieri, cuochi, commessi e molte altre figure, che hanno cessato di lavorare appunto a settembre con la chiusura degli stabilimenti e che adesso confidano nella Mini-Aspi.
Su questo aspetto, almeno, possono tirare un respiro di sollievo, perché se si allungano le file, si accorciano i tempi per ricevere l'indennità.
La domanda di disoccupazione adesso va infatti inviata in via telematica all'Inps che procede a liquidare i soldi nel giro di un mese.
Arrivano quindi molto più velocemente rispetto agli altri anni, in cui si doveva aspettare anche diversi mesi per vedersi recapitare a casa l’ assegno per la vecchia indennità di disoccupazione. Val la pena di fare la coda.
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