La manifestazione
Ginnastica a pagamento polemica con le scuole
Chi usa le palestre comunali paga un contributo di 1,50 euro l’ora ai plessi Il consigliere Benedetti: «Dove finiscono i soldi versati dalle società?»
MASSA. La notizia della "ginnastica a pagamento" nelle scuole di tutta la regione, solleva un altro caso anomalo, questa volta tutto massese. Si tratta del contributo che, da anni, le società sportive pagano alle scuole nel momento in cui usufruiscono delle loro palestre. Nel comune di Massa l'utilizzo delle palestre scolastiche è permesso alle società sportive che partecipano e vincono un bando di gara. In pratica il Comune, che è proprietario dell'immobile, tramite bando, assegna spazi non utilizzati alle società sportive del territorio per permettere attività fisiche di vario genere e non per forza legate all'adolescenza, ma spesso per gli anziani o gli atleti professionisti.
Il Comune, che ha a carico le utenze delle palestre delle scuole sempre e in qualunque momento si esplichi l'attività didattica, alle società sportive, vincitrici dell'appalto, chiede però una piccola partecipazione al pagamento di acqua luce e gas; una sorta di quota che all'inizio dell'accordo era di 3 euro l'ora. Col tempo però le varie amministrazioni hanno rinunciato alla metà di questa quota in favore delle dirigenze scolastiche. Il perché lo si ritrova nella profonda crisi che le scuole stavano affrontando e continuano ad affrontare anche oggi, con dirigenti scolastici intenti nella perenne richiesta di fondi per mandare avanti la loro attività didattica. Per ovviare a questa continua carenza di risorse il comune di Massa decise di "girare" metà del contributo che arrivava dalle società sportive direttamente alle scuole. Soldi giustificati, da contratto, per lo sviluppo dell'attività motoria della scuola ( e non poteva essere diversamente vista la provenienza del denaro).
Ancora adesso, dunque, le scuole percepiscono 1 euro e 50 centesimi dalle società sportive, per ogni ora di utilizzo delle loro palestre, soldi che alla fine dell'anno non arricchiscono di certo gli istituti, ma che rappresentano una piccola certezza, nel panorama di completo sbaraglio economico che le istituzioni stanno vivendo.
A Massa il caso diventa singolare perché, appunto, dal 2014 la ginnastica sarà a pagamento probabilmente nella maggior parte degli istituti scolastici, fatto che fa chiedere a molti "dove finiscano, a questo punto, i soldi provenienti dalle società sportive per lo sviluppo dell'attività motoria".
Lo chiederà in consiglio comunale anche Stefano Benedetti, direttamente al sindaco Alessandro Volpi, che ha tenuto per sé le politiche sportive. «I soldi alle scuole dalle società sportive sono secondo me dati in modo del tutto illegittimo- sostiene- e soprattutto non più comprensibile. Chiedo di essere informato sulla regolarità e legittimità dell' iter utilizzato dalle scuole, nonché il dettaglio di tutti gli incassi e della relativa destinazione».
Manuela D’Angelo
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