Sicurezza
Fa discutere la “tassa” per l’attività motoria
MASSA. Una volta esisteva l'educazione fisica nelle scuole dell'obbligo, di tutti gli ordini e grado: oggi, invece, per fare ginnastica, bisogna pagare. «Paradossale e anche ingiusto», commenta il...
MASSA. Una volta esisteva l'educazione fisica nelle scuole dell'obbligo, di tutti gli ordini e grado: oggi, invece, per fare ginnastica, bisogna pagare. «Paradossale e anche ingiusto», commenta il consigliere comunale Stefano Benedetti, che ha posto il problema all'interno della commissione sport del comune.
Si parte da un dato di fatto, che sta allarmando gli istituti scolastici e i genitori di tutta la regione: nelle scuole elementari, non esistendo più l'obbligo di svolgimento dell' attività motoria, le insegnanti, proprio in questi giorni, stanno richiedendo alle famiglie il pagamento di una "baby tassa", per far accedere i bambini ai corsi di ginnastica, un'attività quella fisica, considerata extracurriculare, nonostante inserita nel Pof, il Piano dell'offerta formativa. Genitori, mano ai portafogli, dunque, per pagare, pare, istruttori esterni quando le maestre, a cui sarebbe stata affidata anche l'ora di ginnastica, non ce la fanno. Massa non è un caso a sé: in tutta la Toscana, dall'inizio dell'anno, lezioni di musica, informatica e anche di lingua inglese in alcuni casi, sono a pagamento, 10 euro l'anno fino ad un massimo di 40 euro e per quei genitori che proprio non riescono a sostenere questa spesa, ci pensano le famiglie più abbienti a dividersi le quote degli altri bambini per evitare discriminazioni ed ingiustizie.
Anche perché, va detto, questa tipologia di lezioni, pur essendo considerata extracurriculare, si svolge durante l'orario scolastico tradizionale e dunque i bambini non saprebbero dove andare e cosa fare se non stare in classe. Si porrebbe anche un problema di sicurezza e di opportunità non indifferente.
A Massa è ancora tutto da organizzare, anche se il consigliere Benedetti ha già avuto notizia della "baby tassa" richiesta dalle maestre di scuola elementare per la ginnastica motoria. Il consigliere osserva:«Gli alunni che non hanno la possibilità di pagare l'importo richiesto- spiega- rimangono esclusi dall' attività motoria e questa logica nelle scuole dell'obbligo non mi pare essere del tutto costruttiva e nobile, rispetto alla crescita dei bambini e all'insegnamento delle varie discipline, soprattutto nella fase di sviluppo fisico e mentale».
Si attendono sviluppi e repliche da parte delle varie dirigenze scolastiche. (Mda)
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