Il Tirreno

«Tutto inutile, nel 2016 fusioni d’ufficio»

«Tutto inutile, nel 2016 fusioni d’ufficio»

Il presidente dell’Unione dei Comuni spiega: fine dei campanilismi, sarà la Regione a riordinare i piccoli municipi

2 MINUTI DI LETTURA





COMANO. «Il no alle fusioni? Occasioni perse per ottenere soldi che si sarebbero rivelati utilissimi alle casse comunali per realizzare opere pubbliche. Il tutto nel nome di un campanilismo peraltro destinato a scomparire entro il 2016, anno in cui la Regione Toscana, permanendo le attuali disposizioni, attuerà d’ufficio le fusioni, o meglio, il riordino dei piccoli Comuni».

Così Cesare Leri, presidente dell’Unione dei Comuni, nonchè sindaco di Comano, il day after del referedum che ha sancito il no di Podenzana e Bagnone al rispettivo “matrimonio” con Aulla e Villafranca.

«Tanto per cominciare - aggiunge Leri - considerando l’articolo 19 del Decreto legislativo 95/2012 convertito nella Legge n. 135/2012 e visto che l’Unione di Comuni Montana Lunigiana esercita per i Comuni obbligati e non obbligati le funzioni previste dall’art. 6 dello Statuto con le scadenze in esso riportate, entro il primo gennaio 2014 i Comuni montani con popolazione inferiore a 3mila abitanti dovranno svolgere obbligatoriamente in forma associata mediante Unione di Comuni o Convenzione, con limite demografico minimo di 5001 abitanti, tutte le funzioni fondamentali. Pertanto l’Unione prende atto, delle volontà dei sindaci di esercitare tramite essa le seguenti funzioni fondamentali: organizzazione generale dell’amministrazione, gestione finanziaria e contabile e controllo; organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito comunale, ivi compresi i servizi di trasporto pubblico comunale, per la parte non già esercitata mediante Unione, ovvero illuminazione pubblica e servizio trasporto pubblico locale; pianificazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale nonché la partecipazione alla pianificazione territoriale di livello sovracomunale; progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali ed erogazione delle relative prestazioni ai cittadini, secondo quanto previsto dall’articolo 118 della Costituzione; edilizia scolastica per la parte non attribuita alla competenza delle province, organizzazione e gestione dei servizi scolastici».

Leri aggiunge che non saranno coinvolti in ciò i Comuni più grandi della Lunigiana, ossia Licciana Nardi, Villafranca, Fosdinovo, Aulla e Fivizzano, oltre a Pontremoli che peraltro non aderisce all’Unione.

Pertanto, secondo Cesare Leri «il no alla fusione è solo una vittoria di Pirro che sarà economicamente pagata cara perchè è stata persa l’occasione per veder arrivare un bel po’ di soldi, denaro che sarebbe spettato di diritto ai Comuni accorpatisi».

Ma tant’è. La Lunigiana è anche questa: tutti contro tutti all’interno dei confini del comprensorio, tutti uniti quando si tratta di difenderli.

Fabrizio Palagi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa