Il Tirreno

il caso

Presenta falso certificato Finanziere condannato 2 volte

Presenta falso certificato Finanziere condannato 2 volte

MASSA. Aveva deciso di fare la carriera militare nella guardia di finanza, ma evidentemente quella vita in divisa non faceva per lui. E così pur di non andare a lavorare si è finto malato e ha...

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Aveva deciso di fare la carriera militare nella guardia di finanza, ma evidentemente quella vita in divisa non faceva per lui. E così pur di non andare a lavorare si è finto malato e ha presentato un certificato di una settimana che poi si è rivelato falso. Per questo raggiro aveva lasciato le fiamme gialle ed era stato condannato a dieci mesi di reclusione, più cinquecento euro di multa, dal tribunale di Massa. Il reato contestato era appunto quello della falsificazione delle certificazioni mediche.

Ma per Oreste Sansò, 44 anni, attualmente detenuto nel carcere di Lecce per altri motivi, i guai non finiscono qui perché ora è la corte dei conti che viene a bussare alla sua porta e a chiedergli dei soldi per quella sua assenza ingiustificata: l’ex finanziere dovrà pagare 2.864 euro all’erario, oltre alla rivalutazione e gli interessi. In più le spese di giudizio.

La procura della corte dei conti della Toscana il 28 marzo aveva portato proprio la sentenza del tribunale di Massa alla sezione giurisdizionale composta dal presidente Francesco Pezzella (presidente), Francesco D’Isanto (relatore) e Angelo Bax. Ma la richiesta di risarcimento era stata più pesante di quella poi effettivamente valutata dai magistrati. E il pm aveva spiegato anche come era arrivato a quella cifra: «L'ufficio requirente ritiene che, dal suddetto, censurato comportamento, sia derivato un danno erariale pari, come già evidenziato, 4.864,10 euro e costituito da 864,10 euro per l'avvenuta corresponsione di emolumenti durante l'ingiustificata assenza, più 4.000 euro per danno all'immagine e al prestigio dell'amministrazione di appartenenza, ai sensi dell'art. 55 quinquies decreto legislativo numero 165/2001».

Richiesta accolta da Pezzella, D’Isanto e Bax, ma ridimensionata per quanto riguarda il danno di immagine per le fiamme gialle, quantificato in duemila euro (la metà). «Danno prodotto - scrivono i giudici della corte dei conti - direttamente dall’evento assenteismo». In pratica la Finanza ha «perso credibilità nell’opinione pubblica», a causa della condotta del militare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa