La manifestazione
Invalidi: 8.000 domande Ictus e diabete i killer
Le richieste di accompagnamento sono in aumento rispetto agli anni precedenti Quasi tutti ex operai che hanno sottovalutato patologie ora diventate croniche
CARRARA. Nel 2012 le domande di invalidità tra Massa, Carrara e la Lunigiana sono state ottomila, di queste soltanto mille hanno ottenuto l’assegno di indennità di accompagnamento (sui cinquecento euro). Le altre hanno ricevuto una percentuale insufficiente al contributo oppure sono state respinte. Questo non vuol dire che non c’era un handicap, ma che non rientrava nelle tabelle previste dai protocolli di Inps e aziende sanitarie. L’anno scorso è stato toccata una cifra record, ma ogni anno l’Asl apuana, con i suoi sette medici legali, guidati da Mariella Immacolato, si trova ad affrontare migliaia di casi. «Aumentano costantemente», dice Immacolato.
Le malattie. Le patologie che si riscontrano maggiormente sono quelle cardiovascolari, come l’ictus, ma c’è pure il diabete. «Sono persone che non si sono curate da giovani e hanno trasformato la loro malattia in una patologia cronica», spiega la responsabile del settore UOC. Tradotto: operai che sono stati a contatto con fumi ed emissioni nocive sottovalutandone gli effetti. Adesso sono costretti a letto da paralisi oppure devono seguire delle cure invalidanti. Le fabbriche hanno creato sì ricchezza negli anni passati, ma a Massa, come in altre realtà industriali, stanno facendo vedere gli effetti collaterali. La percentuale degli invalidi - il dato preciso ce l’ha soltanto l’Inps - è da realtà del meridione d’Italia. Invalidità vere, e non presunte.
Il record apuano. Negli anni Ottanta il settore invalidità era in mano all’allora ministero del Tesoro: «C’erano delle liste di attesa lunghe dodici mesi, era una vera e propria ingiustizia sociale per chi voleva soltanto farsi riconoscere un diritto». Il settore UOC di Massa, Carrara e Lunigiana appena presa in mano la patata bollente ha snellito i tempi portando le attese a novanta giorni. «Adesso - continua Immacolato con orgoglio - effettuiamo le visite meno di un mese dopo che è stato fissato l’appuntamento. Siamo gli unici in Toscana. Ma c’è di più, grazie a questa celerità possiamo anche dare un servizio ai nostri pazienti particolarmente apprezzato...». E rivela quale: «Andiamo anche a domicilio, capisce bene che per gli invalidi è davvero una cosa irrinunciabile. Dalle altre parti non ce la fanno».
L’Inps. L’Asl apuana è nell’elenco delle aziende sanitarie più virtuose per quanto riguarda i responsi della commissione medica che valuta le domande di invalidità. L’Inps, che in commissione fa sedere un proprio medico, ha modificato il verdetto poche volte (la percentuale è sotto il 10%). «Qualche tempo fa - conclude il direttore Immacolato - valutavamo i casi anche a seconda della situazione familiare del paziente. Un assegno può voler dire vita a morte, a seconda della situazione. Adesso non è più possibile con i vincoli che ci hanno messo». La crisi non aiuta i deboli.
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