Lutto
In 103 ai mondiali del fungo
Il campionato ha unito ambientalisti e appassionati di micologia
CERRETO LAGHI. È di Villa Minozzo (Reggio Emilia) il campione del primo mondiale del fungo che si è svolto nel Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano: Franco Chiarabini vince portando sul podio 1,266 chili di porcini. La “Combinata Appenninica” è stata vinta da Alberto Rozzi che, tra funghi e rifiuti, ha raccolto 9,587 chili. Alberto è più giovane concorrente del mondiale, ha 14 anni e risiede a Monchio delle Corti.
Nelo scorso fine settimana, Cerreto Laghi ha ospitato il primo “Campionato mondiale del fungo”. Sono stati 103 i cercatori che da gra parte d’Italia, Svizzera e Francia hanno risposto all’invito del Parco nazionale che insieme alla cooperativa “I briganti di Cerreto” hanno organizzato il campionato, in collaborazione con il Comune di Collagna e l’associazione “A passeggio nel bosco”.
Al campionato mondiale è intervenuto Fausto Giovanelli, presidente del Parco, Pierluigi Saccardi vice presidente della Provincia di Reggio Emilia e Paolo Bargiacchi sindaco di Collagna.
Gli arrivi a Cerreto Laghi sono iniziati già all’alba di sabato e in poco tempo le strutture turistiche si sono riempite. La sera il bar ristorante Igloo ha ospitato l’affollata riunione durante la quale è stato spiegato il regolamento della competizione. I cercatori hanno scelto se partecipare alla gara tradizionale (due ore di tempo per raccogliere funghi fino a tre chili; vincitore chi raggiunge il peso massimo nel minor tempo, oppure chi raccoglie più funghi) o alla “Combinata Appenninica” che prevedeva la raccolta di funghi e contemporaneamente di rifiuti. I concorrenti che hanno scelto la “Combinata” sono stati 22.
Gara tradizionale: 1 Franco Chiarabini (kg 1.266) di Villa Minaozzo (RE).
Combinata: 1 Alberto Rozzi (9,587 kg) Monchio delle Corti (PR).
Fungo più bello: 1 Matteo Pietrelli di Vezzano Ligure (SP).
Fungo più pesante: 1 Alessandro Nigro (610 grammi) di Parma.
Cronofungo per giornalisti: 1 Patrizia Malatto (Tavola d’autore); 2 Paolo Squillaciotti (fotografo); 3 pari merito Emanuela Rosi (La Nazione) e Andrea Ferraretto (La Stampa).
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