Il Tirreno

IL FUTURO DELLA SANITÀ

Volpi: sul distretto rischio di sprechi

Volpi: sul distretto rischio di sprechi

MASSA. Immediata replica dell’amministrazione Volpi agli Arancioni sulla questione del distretto. All’opposizione, che contesta l’abbandono del progetto di realizzare il centro sanitario alla...

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MASSA. Immediata replica dell’amministrazione Volpi agli Arancioni sulla questione del distretto. All’opposizione, che contesta l’abbandono del progetto di realizzare il centro sanitario alla stazione, la giunta risponde con una battuta polemica – «ogni volta che gli arancioni esprimono una posizione fanno appello a supposizioni che, sempre, guardano al passato. Si tranquillizzino, per questa amministrazione il passato è chiuso e non tornerà. È difficile per molti accettarlo, ma è così» – e con una diversa ricostruzione della vicenda.

L'accordo di programma firmato dal sindaco Pucci nell’aprile scorso – ribadisce l’amministrazione – non contemplava nessun finanziamento per la costruzione di nuovi distretti o nuove Case della salute, che erano previste in altri territori ma non a Massa. Tale finanziamento non era e non è previsto, ad oggi, in nessuno dei documenti finanziari della Regione Toscana e la stessa Regione ha escluso un tale finanziamento almeno fino al 2015. Del resto lo stesso accordo di programma, firmato nell'aprile 2013, specificava che “i tempi di realizzazione del nuovo distretto tenderanno a rendere compatibile la dismissione dell’attuale distretto con l’entrata in funzione del nuovo”: tenderanno e non renderanno, questa l'espressione utilizzata, quindi è evidente che questo territorio rischierebbe, in base a quell'accordo, di restare per un certo lasso di tempo senza distretto».

In altre parole, sostiene ancora l’amministrazione, l’Asl avrebbe alienato l’ospedale, il distretto di via Tambura, gli immobili di via Alberica e via Democrazia, trasformandoli, con una variante urbanistica da immobili sanitari a immobili residenziali e commerciali. «Tutta la sanità territoriale veniva trasformata in residenziale e l'unico impegno concreto della Regione, attraverso l'Asl, era di acquistare dall’Immobiliare delle Ferrovie un terreno destinato a restare per alcuni anni inutilizzato in attesa delle risorse per costruire il distretto. Forse in quel caso, il rischio di spreco del denaro pubblico sarebbe probabile. Peraltro, il bando per la variante è già stato espletato e assegnato dall'Asl, con il pericolo reale che le tutte le dismissioni possano prendere corpo in breve tempo e i massesi debbano andare altrove a fare analisi e controlli»

Si prospettava, cioè, «un rischio di desertificazione della sanità territoriale» e l’unico modo per scongiurarlo era, anzi è quella di salvare l'attuale distretto di Via Bassa Tambura, «di potenziarlo e di renderlo più efficiente, modificando l’accordo di programma con Regione, Asl e Comune di Carrara. Si tratta dell'unico modo per non lasciare un'intera città senza sanità territoriale per diversi anni data l'assenza di finanziamenti regionali fino al 2015; questo è il punto chiave il resto sono chiacchiere».

Il potenziamento del distretto di via Bassa Tambura, ammette l’amministrazione non basta; occorre perciò «rafforzare gli altri poli di Marina e Via Modena, senza dismettere il presidio delle Villette e bisogna avviare da subito la ricerca di fondi, in accordo con la Regione, per un secondo punto distrettuale importante, da realizzare in un'area di proprietà comunale. Realizzare, in coerenza con alcune recenti indicazioni della Regione Toscana, una sanità distrettuale policentrica sembra essere la strada del futuro».

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