Il dolore
«Pronti anche ad azioni di forza»
Pronti ad azioni di forza, per aiutare le famiglie che vivono a Villa Maria, senza luce e acqua da una settimana e per le quali non ci sono, al momento, prospettive abitative. Lo affermano con...
Pronti ad azioni di forza, per aiutare le famiglie che vivono a Villa Maria, senza luce e acqua da una settimana e per le quali non ci sono, al momento, prospettive abitative.
Lo affermano con coraggio i giovani della "Casa Rossa", ex casa cantoniera occupata sull'Aurelia da molti mesi, diventata punto di riferimento per i ragazzi di tutta la provincia, luogo di incontri, di concerti e conferenze.
Ma oggi il tema è l'emergenza abitativa e non si fanno solo discorsi, si agisce come si può, con le proprie possibilità. Sono loro, dunque, a portare acqua corrente e provviste alle famiglie, ospiti del residence dei Ronchi da 5 mesi e che nell'ultima settimana hanno visto le utenze staccate a causa della fine degli accordi stipulati tra i proprietari della struttura e il parroco della chiesa Don Ettore Bonani.
«Sappiamo che non è direttamente colpa del comune di Montignoso e non vogliamo attribuire responsabilità- dice il portavoce della casa Rossa Giammarco Borsalino- ma in ogni caso va trovata una soluzione, la politica deve aiutare queste persone».
I giovani della Casa Rossa distribuiscono un comunicato in cui parlano dei mali del capitalismo, della crisi incombente, di anni di politica scellerata, dell'abbandono degli investimenti nell'edilizia popolare ed di una emergenza abitativa che, scrivono, «a Montignoso è rimasta sotto traccia per anni per poi esplodere nell'ultimo periodo. Il numero dei bisognosi è aumentato a dismisura».
I giovani della Casa Rossa sono disposti a compiere azioni anche illegali, come l'allacciamento a luce e acqua forzato, pur di permettere a queste persone di vivere decorosamente e pur sapendo che Villa Maria non è idonea ad ospitare gente in inverno. «Prima di arrivare a tanto chiediamo l'attenzione delle nostre istituzioni- continua Borsalino- non è possibile che la soluzione per il comune sia andare a casa dei parenti. Fino a che non verrà trovata una soluzione dignitosa e definitiva per queste famiglie noi saremo al loro fianco». ( mda)
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