Sicurezza
Il presidente Ugolotti: il Consorzio Zona verso la svolta
Con la riforma potrebbe essere rilanciato: fra le ipotesi, la gestione delle pratiche della regionalizzazione del Sin
CARRARA. Ancora un paio di mesi e poi potrebbe finalmente iniziare quel percorso di riforma della legge regionale numero 59 indispensabile a ripensare e rilanciare il Consorzio Zia (Zona industriale apuana): lo ha annunciato alla commissione consiliare Attività Produttive Cesare Ugolotti, presidente del consorzio stesso, dopo un lungo intervento in cui ha ripercorso la storia dell’ente. Un cammino iniziato nel 1947 per favorire l’industrializzazione della nostra provincia e che ha attraversato l’era delle grandi fabbriche, quando Massa-Carrara ospitava gli insediamenti di colossi come Farmoplant e Dalmine: dopo la partenza dei grandi gruppi, a metà degli anni ’80, il Consorzio è stato richiamato a svolgere una funzione strategica, con l’obiettivo di fermare l’emorragia di posti di lavoro e favorire la reindustrializzazione. «E’ stato un percorso positivo – ha dichiarato Cesare Ugolotti - basti pensare che prima della crisi del 2008, la nostra zona industriale contava tra i 10.500 e gli 11.000 addetti, vale a dire le stesse unità dei tempi delle grandi industrie». Insomma secondo Ugolotti, il Consorzio ha superato a pieni voti la prova della reindustrializzazione, garantendo il mantenimento dei livelli occupazionali e accollandosi il peso della “infrastrutturazione” del territorio. E poco importa se, come ha ammesso lo stesso presidente, le aziende che si sono insediate nella zona industriale apuana negli anni ’90 erano per lo più ditte a conduzione familiare, con un massimo di 5 addetti, nate soprattutto dallo spirito di iniziativa (o sopravvivenza) degli ex dipendenti dei grandi gruppi i quali, per non rimanere disoccupati o essere trasferiti, si sono “inventati” imprenditori. Una realtà spazzata via dalla crisi del 2008: «Allora i numeri sono scesi, perché prima la zona industriale era quasi tutta utilizzata» ricorda Ugolotti, citando il Patto territoriale che, negli anni ’90, permise di investire a Massa-Carrara 57 miliardi di vecchie lire in fondi pubblici. Cifre d’altri tempi, viene da pensare oggi: e proprio per rispondere alle sfide di un presente così difficile, secondo Ugolotti il Consorzio deve essere ripensato, attraverso la riforma della legge regionale 59. Anche perché, come ha ammesso il presidente, il consorzio ha chiuso i bilanci degli ultimi 3 anni con passivi pesanti, che si aggirano tra i 300 e i 400 mila euro all’anno: «E’ un problema strutturale» ha spiegato Ugolotti, lasciando intendere che anche per via della crisi, il suo ente non può più sopravvivere contando solo sui contributi degli enti soci e delle aziende, tutti in flessione. Sì perché a fronte di un volume di affari da 750mila euro l’anno, almeno il 70 per cento se ne va in spese di personale: «Così è impossibile sostenere i costi di manutenzione delle infrastrutture che abbiamo realizzato e che, in verità, dovrebbero spettare ai comuni», ha spiegato. La riforma della legge regionale 59 è attesa entro dicembre: «Il 2014 potrebbe essere l’anno del rilancio» ha dichiarato il presidente. Il tutto senza dimenticare, ovviamente, le pratiche ancora aperte, a iniziare da quella sulla Eaton: «Stiamo elaborando il progetto di fattibilità per l’area e dovrebbe essere pronto per fine mese» ha annunciato Ugolotti. L’immediato futuro invece potrebbe chiamarsi Sir: se la proposta del governatore Enrico Rossi di “decentrare” sul territorio le pratiche per la bonifica dell’ormai ex sito di interesse nazionale andasse a buon fine, il Consorzio Zona potrebbe diventare il punto di riferimento per le aziende locali e accollarsi le 169 pratiche attualmente in mano a due soli funzionari del Settore Ambiente della Regione.
Insomma una nuova sfida e una nuova mission per un ente che a oggi, in tempi di crisi, si ritrova a sbrigare al massimo una decina di pratiche al mese, la stragrande maggioranza delle quali, riguardano purtroppo dismissioni e chiusure.
Cinzia Chiappini
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